Parco Regionale dell’Alto Appennino Modenese

Il Parco Regionale dell'Alto Appennino Modenese è una vasta oasi verde che si estende sul territorio dei comuni di Fanano, Fiumalbo, Frassinoro, Montecreto, Pievepelago, Riolunato e Sestola. L'ampia area protetta, detta anche Parco del Frignano, è distinta in due settori separati tra loro dalla depressione dell'Abetone e dalla conca di Fiumalbo, raccordati da una fascia di pre-parco di 6.000 ettari di verde e solcati da una fitta rete di sentieri segnalati da percorrere a piedi, in mountain bike e, in parte, anche a cavallo.

Lungo questi percorsi si scoprono i diversi volti e gli aspetti più segreti del Parco. Subito colpiscono i colori e le sfumature dorate dei fitti boschi di faggi che coprono le pendici dei monti, a metà strada tra i querceti e i castagneti, più in basso, e le cime, più in alto, dove si incontrano praterie e brughiere selvagge in cui si allargano macchie di mirtillo nero e blu, di ginepro e di copodi, piccole piante simili al muschio.

Insieme al Cimone, che è tra le vette principali del Parco e la più alta dell'Appennino Settentrionale con i suoi 2165 metri, spiccano il Giovo, lo Spigolino e il Libro Aperto, mentre l'Abetone resta il punto più depresso rispetto alla linea di crinale. Quando si sale adalta quota colpiscono i segni di un'antica glaciazione. Qui circhi e cordoni morenici hanno dato origine a laghi, torbiere e pozze che spesso si mutano in prati umidi dove in primavera, al momento del disgelo, l'acqua ristagna.

Moltissime specie animali popolano il Parco Regionale. Tra gli uccelli è recentemente riapparsa l'aquila reale mentre sono più diffusi l'allodola, la rondine montana e il sordone. Scendendo di quota è facile incontrare nelle faggete la capinera, il pettirosso, il fringuello e il cuculo oltre a picchi, gufi e falchi. Altri ospiti del Parco sono il lupo, il daino, il cervo, il cinghiale, la marmotta, il ghiro, la donnola, le faine e le volpi.

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