Mirandola - La storia

Sono poche le tracce rimaste di quella che un tempo fu una delle principali capitali padane, città voluta dai Pico, uomini d’arme al servizio dei Canossa e signori di Mirandola dal XIV secolo fino al 1710. Dalla metà del Cinquecento, Mirandola venne fortificata con il caratteristico perimetro ottagonale che le conferisce l’aspetto severo di una fortezza a pianta stellare.

La rocca venne trasformata in residenza signorile, si costruirono chiese monumentali, si raccolsero importanti collezioni di quadri e dipinti. All’inizio del Settecento la distruzione per motivi accidentali di gran parte del palazzo ed il successivo passaggio del territorio agli Este portò ad una progressiva cancellazione della memoria degli antichi signori.

Nella centrale piazza Costituente, di impianto rinascimentale, si nota la porzione di Castello ancora esistente, la Galleria Nuova, che accoglieva la preziosa quadreria di famiglia, prestigioso esempio di architettura emiliana seicentesca voluta da Alessandro II Pico. Il Palazzo Comunale, edificato nella seconda metà del Quattrocento sempre per volere dei Pico, presenta la caratteristica facciata con mattoni a vista tipica delle costruzioni locali.

All’interno la sala Granda - sala consiliare - ha un soffitto a cassettoni intarsiati. Con lo sguardo rivolto all’ingresso del Palazzo si imbocca la strada che fiancheggia il lato sinistro dell’edificio e si procede lungo via Curtatone fino a raggiungere il Duomo di Santa Maria Maggiore. Voluto da Giovanni e Francesco Pico, tra il 1400 e il 1470, presenta una facciata di stile gotico realizzata nell’Ottocento. Le absidi poligonali e i fianchi sono originali, mentre l’interno è arricchito da numerose opere scultoree e pittoriche del Sei-Settecento.

ComuneMirandola - 41037 (MO)

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