Architettura moderna

Architettura moderna

Modena riassume nell'urbanistica e nell'architettura un passato da capitale e ha adeguato la sua struttura complessiva all'evoluzione storica ed economica, recuperando e innovando spazi, senza perdere la riconoscibilità del suo passato.

Dopo la fine del ducato estense e l'annessione al Regno d'Italia, ha inizio lo sviluppo della città per congiungerla al suo territorio. Con il nuovo secolo vengono abbattute le mura antiche e la Cittadella militare per consentire l'espansione della città. Tuttavia una porzione della Cittadella ducale viene mantenuta ed è leggibile all'interno di un locale di aggregazione e di convivialità vicino al centro che valorizza un pezzo di storia della città. Lungo i viali del parco al posto delle mura abbattute si ammirano ville e palazzine liberty costruite per la nuova borghesia.

L'architettura del ventennio fascista è visibile in piazza XX settembre o in piazza Matteotti (già denominata piazza Impero) e in altre piazze e larghi intorno al centro, dove spiccano edifici e spazi anche di nuovo disegno razionalista, come l'edificio della Fondazione Marco Biagi (già edificio XXVI Settembre), o alcuni Uffici della Provincia (ex Casa della Madre e del Bambino), o gli Uffici Arpa (ex Dispensario antitubercolare), o come il Liceo scientifico Tassoni, l'Albergo Reale, il Tempio Monumentale e il Palamolza (già Palazzo delle Esposizioni).

Con la fine della seconda guerra mondiale, Modena è impegnata nella ricostruzione post bellica. A supporto della ripresa produttiva sono realizzati quartieri residenziali e servizi, mentre per il settore agroalimentare viene costruito il mercato bestiame a nord della città e tra le infrastrutture e i servizi si costruiscono la circonvallazione, la stazione autolinee e dove oggi si estende il parco Ferrari, viene realizzato l'aerautodromo.

Di questo periodo sono visibili l'Istituto Corni, l'Istituto Fermi, il Policlinico e la Casa albergo Cialdini.

Interessante è la presenza di grandi condomìni che sostituiscono preesistenti villini di prima periferia e palazzi del centro, tra i quali la Torre per abitazioni in viale Caduti in Guerra, l'Edificio abitazioni, negozi e uffici in viale Trento Trieste, la Casa Remaggi in viale Medaglie D'Oro.

Lungo la via Emilia in direzione di Bologna si segnalano gli stabilimenti sorti per le esigenze dell'industria, come le Officine Stanguellini auto e lo Stabilimento Della Casa.

In questi anni il centro storico diventa il fulcro del settore terziario e dei servizi. Di rilievo sono la sede della Cassa di Risparmio, il palazzo delle Poste, il cinema Principe, la Casa del giovane Cabassi, la Camera di Commercio.

Con la seconda metà degli anni sessanta si avvia la salvaguardia del centro storico con la tutela degli edifici monumentali, il mantenimento del tessuto residenziale e il trasferimento del terziario in nuovi centri direzionali. Di interesse sono il Direzionale '70 in Via Giardini, il Palazzo Europa lungo la Via Emilia, il Palazzo G.I.L. in via Medaglie D'Oro, il condominio R-Nord in via Canaletto.

Nella prima metà degli anni settanta si apre una fase di sviluppo della città a seguito di nuovi flussi immigratori. L'espansione è dedicata ai centri commerciali e a insediamenti residenziali a bassa densità insediativa, mentre la riqualificazione è rivolta all'insediamento di residenza o al terziario in aree dismesse (grandi industrie). E' di questi anni il quartiere Torrenova e il piano di riqualificazione della fascia ferroviaria (progetti ex Acciaierie, ex Mercato Bestiame, ex Fonderie). Si segnala la Palazzina Pucci, dove sorgeva l'ex mercato bestiame, che viene restaurata per divenire un edificio per servizi e biblioteca. Di questo periodo si ammira anche il polo universitario via Campi-Araldi-Vignolese e il nuovo cimitero di San Cataldo di A.Rossi.

L'obiettivo di recuperare a nuove destinazioni alcuni edifici del centro storico porta al restauro del Foro Boario, antico luogo di contrattazione e di compravendita del bestiame, oggi sede universitaria e sede espositiva di mostre ed eventi.

Di fronte al Foro Boario, nella ex piazza d'armi di memoria estense che fu anche sede di mercati e svago, oggi si ammira il Novi Ark, parco archeologico all'aperto con sottostante parcheggio interrato (Novi Park), i cui lavori hanno consentito la scoperta di una strada romana, poi ricollocata in superficie.

Sempre nel centro storico antichi edifici sono stati recuperati con interventi che valorizzano la loro architettura e promuovono l'accoglienza e l'interesse dei visitatori. Così a piano terra dell'antico Palazzo Comunale, dove un tempo c'era la Loggia del mercato oggi sorge il Caffè Concerto (Caffè letterario), centro di intrattenimento proprio davanti alle absidi del Duomo.

Passeggiando in centro storico è possibile ammirare la Manifattura Tabacchi, una delle emergenze architettoniche più significative per la storia del lavoro e dell'economia modenese, che rimanda alla lavorazione del tabacco attiva fin dal seicento. La riqualificazione recente ha permesso di recuperare il complesso funzionale consentendo la visione di insieme e un passaggio pedonale che collega il centro con la via che conduce alla stazione dei treni.

Vicino alla stazione e al centro storico è il MEF Museo Enzo Ferrari, moderna struttura che riproduce un cofano di alluminio giallo che ospita, tra video ed effetti multimediali, le auto che hanno fatto la storia della Ferrari e del suo fondatore, oltre a mostre temporanee.

Fuori dal centro storico, per chi è interessanto all'architettura religiosa, spicca il complesso parrocchiale del Gesù Redentore che comprende la chiesa più grande della diocesi di Modena, unita a grandi spazi per l'incontro e la convivialità, in un contesto di bellezza, semplicità e misticismo.