Arte e cultura

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Modena rivela già nel suo nome il passato etrusco ( Mutna) e romano (Mutina). La fiorente Mutina romana non è tuttavia percepibile per chi cammini fra le strade del centro storico. Mutina è infatti una città sepolta: gli spessi strati di sedimenti alluvionali che la ricoprirono tra la tarda antichità e il medioevo hanno in gran parte sigillato le vestigia di età romana.

Nello stesso periodo l’antica provincia romana dell’Aemilia fu investita dall’onda dell’invasione dei Longobardi. E’ soltanto nell’VIII-IX secolo che la città rinasce attorno alla tomba del Santo Geminiano (vescovo nel IV secolo).

Il Medioevo a Modena spicca con il Duomo, trionfo del romanico e opera di sublimi artisti come Lanfranco e Wiligelmo. La Comunità decise la costruzione della Cattedrale e sostenne gran parte delle spese e fu importante il sostegno di Matilde di Canossa invitata nel 1106 alla traslazione del corpo di San Geminiano nel Duomo. Probabilmente fu Matilde, benefattrice della Chiesa e delle costruzioni religiose in tutta la Provincia e il territorio di Modena, a chiamare Lanfranco, o quantomeno a fare il suo nome ai modenesi. Il Duomo, la Ghirlandina e Piazza Grande nel 1997 sono stati dichiarati Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’UNESCO.

Numerosi palazzi nei secoli sono stati raggruppati per realizzare un unico complesso, costituito dal Palazzo Municipale, sede delle decisioni pubbliche e del governo della comunità.

Con l'arrivo degli Este nel 1598 Modena diventa una capitale di Stato e l'urbanistica muta anche per le esigenze della nuova corte. Il grandioso Palazzo Ducale è dimora estense fino all'Unità d'Italia, poi diventa sede della prestigiosa Accademia Militare.

Sotto gli Este vengono realizzate molte chiese barocche, ricche di opere d'arte, dipinti e stucchi e si incrementa la raccolta della Galleria Estense, che sarà riaperta il 29 maggio 2015, rinnovata e con un maggior numero di opere esposte, dopo la chiusura per lavori di sistemazione a seguito del sisma della primavera 2012.

E’ sempre nel periodo Estense che vengono costruiti palazzi nobiliari e viene esaltata la cultura attraverso la musica, il teatro, la pittura.

Tutta la Provincia è ricca di pievi romaniche e ospitali, luoghi di preghiera e di sosta dei pellegrini in viaggio da molte parti d'Europa, attraverso la via Romea e la via Bibulca che si collegavano alla via Francigena.

Modena è luogo di passaggio di popoli e artisti che hanno lasciato un segno in città e in tutto il territorio provinciale. Nel Frignano, attraversato da importanti vie sin dall’antichità, i Liguri Friniati resistettero con eroismo alla Legioni di Roma, lasciando un ricordo indelebile negli insediamenti e nella cultura culinaria, come ad esempio il simbolo solare celto-ligure inciso sulle tradizionali crescentine montanare. I castellieri, insediamenti di questo popolo intorno all’originario nucleo di Pavullo, sono gli antenati del sistema difensivo di Matilde di Canossa: Gaiato, Montecuccolo, Montecenere, Roccapelago. A questo complesso si aggiungono le Pievi, ossatura sociale del contado, tra cui spicca la Pieve di Renno.

I Longobardi fondarono nell’VIII secolo lOspitale di Fanano, mentre a Beatrice, madre di Matilde di Canossa, si deve lAbbazia di Frassinoro.

Nonantola, cuore di un sistema di canali e vie d’acqua che consentivano di raggiungere il fiume Po e quindi il mare, vanta ritrovamenti romani e preromani e deve la sua fortuna all’Abbazia benedettina fondata dal longobardo Anselmo.

Carpi affonda le sue origini nella preistoria e venne fondata come roccaforte (castrum Carpi) nell'Alto Medioevo e a partire dal XIV secolo fu sede della signoria dei Pio, per passare poi a far parte dei domini estensi nel Cinquecento.

Sassuolo sorge in una zona di forte popolamento sin dall’antichità, grazie alla sua posizione al centro di un sistema di fonti curative, in epoca antica c'era il tempio di Minerva a Montegibbio, oggi resta la fonte della Salvarola e la città diventa, dal XVII secolo, luogo di delizia degli Este.

Modena è città che si evolve e mostra architetture di grande interesse e modernità, come il MEF (Museo Enzo Ferrari), il Cimitero di Aldo Rossi e la Chiesa di Gesù Redentore di Mauro Galantino, edifici che attuano innovative concezioni di spazio e luogo.