Natura e ambiente

Natura e ambiente

naturaIl territorio di Modena dalla pianura alla montagna offre agli amanti della natura occasioni di scoperta e di svago. Molti sono i percorsi naturalistici a piedi o in bicicletta.

In pianura vi sono aree caratterizzate da fiumi e canali, dove si effettuano percorsi pedonali e ciclabili, osservando flora e fauna specifiche. Numerosi sono i parchi e le riserve naturali dove organizzare piacevoli passeggiate e tranquille soste. Di interesse sono le oasi faunistiche del territorio, tra boschi e sentieri, dove acqua e terra si confondono e voci di animali rivelano realtà sconosciute.

Una visita certamente insolita e di grande interesse è quella alla Riserva Naturale delle Salse di Nirano a Fiorano, dove la presenza di metano nel sottosuolo attraverso fratture nel terreno crea colate di fango salato, formando piccoli vulcani con crateri, esplosioni ed emissione di gas.

La Riserva Naturale Cassa despansione del Fiume Secchia, nata per controllare le piene del fiume, è zona di interesse naturalistico per le specie di uccelli che vi abitano e comprende territori agricoli, cave di sabbia e ghiaia e zone per lo sport d'acqua.

Si segnala la Zona protetta Cassa di espansione del Fiume Panaro, localizzata sulla riva destra del fiume Panaro che comprende diversi specchi d’acqua; sempre lungo il fiume è presente un Percorso Natura, interessante itinerario naturalistico che costeggia il fiume a Sud verso Marano e a Nord verso Spilamberto-Modena, poi a Casona di Marano si salda al Percorso Belvedere fino a Montese.

Si possono percorrere a piedi o in bicicletta le Valli Mirandolesi, ampia zona rinaturalizzata negli ultimi anni, con specchi d’acqua che ospitano varie e rare specie di uccelli, luoghi ideali per il birdwatching.

La Partecipanza agraria di Nonantola rappresenta una delle ultime forme di proprietà collettiva di origine medioevale ancora presenti in Italia e si estende a nord-est del capoluogo di Nonantola su un territorio di circa 765 ettari di terreno. Al suo interno lArea di Riequilibrio Ecologico Il Torrazzuolo.

I visitatori possono ammirare un giardino “romantico”, considerato il più importante tra i giardini informali presenti in Emilia Romagna, nella settecentesca Villa Sorra a Gaggio di Piano nel Comune di Castelfranco Emilia, una delle più belle ville storiche del Modenese.

Il Parco Regionale dei Sassi di Roccamalatina vicino a Guiglia stupisce per i sassi che sembrano gigantesche sculture di pietra formate per fenomeni erosivi nel corso di millenni.

Suggestivo è il Parco del Palazzo Ducale di Pavullo nel Frignano, voluto dagli Este, dove si possono ammirare due esemplari monumentali: una Sequoia Giganteum e un Cedro del Libano.

A breve distanza da Pavullo si trova la Riserva naturale orientata di Sassoguidano, un'area protetta dominata dalle imponenti pareti calcarenitiche del Cinghio di Malvarone e dalla dorsale di Sassoguidano.

Nei pressi di Lama Mocogno, la settecentesca Via Vandelli ospita il millenario Ponte dErcole noto come Ponte del Diavolo, un monolite di arenaria modellato dagli agenti naturali nel corso dei secoli.

Di interesse botanico e faunistico è il Parco Regionale del Frignano nell'Alto Appennino Modenese, nato per tutelare la flora e la fauna del Frignano. Degni di nota sono il monte Cimone e i laghi, tra i quali si segnala il Lago Santo, il maggior lago naturale dell'Appennino modenese.

Splendidi sentieri immersi nei boschi della montagna conducono dentro a un paesaggio magico, dove leggende di fate e folletti incantano gli adulti come i bambini e i laghi diventano specchi d'acqua che riflettono la vegetazione montana.

Per i più esperti il crinale dell'Appennino, da Passo delle Radici all'Abetone e da qui al Passo di Croce Arcana offre suggestivi panorami su altitudini elevate. Per gli appassionati di neve l'Appennino offre strutture e piste per sciare e divertirsi. La montagna modenese è meta di sport estivi e invernali, a piedi, a cavallo, in mountain bike.

Restando in città d'interesse è il Giardino Ducale Estense, vasta area verde di antica pertinenza ducale, poi pubblica, che unisce una parte di giardino “all’italiana” a percorsi entro un parco “all’inglese”. La Palazzina Vigarani rappresenta uno scenografico fondale per la prospettiva urbana del Corso Canalgrande. Nel 1758 Francesco III d'Este ne destinò una parte a Orto Botanico tuttora esistente e visitabile.