Ricette della tradizione

Ricetta tipica: lo gnocco

Modena - MO - 41100


1) LO GNOCCO FRITTO

ZONA TIPICA DI PRODUZIONE : MODENA E TUTTA LA PROVINCIA

RICETTA
Ingredienti (dose per 6 persone)
gr.500 di farina, gr.70 di strutto o olio, 1 pizzico di bicarbonato e 1 di sale

Impastare con acqua o con latte. Il latte rende lo gnocco più morbido ed elastico. Deve essere lavorato a lungo e l'impasto deve risultare sostenuto, la pasta elastica. Deve essere tirato in una sfoglia sottilissima, dopo avere lasciato l'impasto in riposo, almeno mezz'ora. Se verranno rispettati questi passaggi lo gnocco si gonfierà immediatamente nel friggere, resterà asciutto e assorbirà poco olio.
Si mangia accompagnato con salumi, formaggi, anche con marmellata , oppure come tipica colazione, freddo , con il caffelatte.

ORIGINE STORICA
Lo gnocco fritto è conosciutissimo in montagna e pianura. Nasce come sostituto del pane, e una volta, in campagna, rappresentava la colazione mattutina, la pausa di mezza mattina dei lavori agricoli che iniziavano all'alba.

(Ricetta tratta dalla pubblicazione "L'ANIMA E LA GOLA" a cura del Consorzio Modena a Tavola)


2) LO GNOCCO INGRASSATO

ZONA TIPICA DI PRODUZIONE: MODENA E TUTTA LA PROVINCIA, REGGIO EMILIA

RICETTA
Ingredienti
gr.500 di farina bianca, gr.100 di pancetta tritata, 1 cubetto di lievito di birra fresco, gr.250 circa di acqua frizzante tiepida, 3 cucchiai di olio, un pizzico di sale, un pizzico di zucchero.

Fare sciogliere il lievito nell'acqua tiepida e versarlo al centro della farina posta a fontana sulla spianatoia. Aggiungere olio, sale , zucchero, pancetta e incorporali alla farina, quindi impastare per un quarto d'ora circa. Formare un panetto, appiattirlo con il palmo della mano e metterlo a riposare in una terrina coperta. Imburrare e infarinare una teglia rettangolare e stendervi la pasta in una sfoglia alta. Fare lievitare in luogo caldo per circa mezz'ora, quindi cuocere in forno preriscaldato a 180° per circa 30 minuti.

ORIGINE STORICA
Veniva anche chiamato gnocco "rancido"perchè preparato con gli ultimi rimasugli del prosciutto. Talvolta era cotto sotto la brace e veniva mangiato dai contadini dopo aver rigovernato la stalla, al mattino.

(Ricetta segnalata da Maria Rita Vivi di Sassulo (MO) e pubblicata in "Emilia Romagna – Terra da gustare" vol I. )


Data dell'ultimo aggiornamento: 06/05/2016