Architettura moderna

Le installazioni

Modena - MO - 41100

Scultura Il Grande Grappolo

Via Vignolese, incrocio Nuova Estense - Modena - MO - 41100

Lambrusco.jpgPosizionata al centro della rotatoria viaria "Vignolese-Tangenziale", quadrivio di immissione a Modena , situata all'incrocio fra Via Vignolese e la Nuova Estense,l'opera dell'l'artista modenese Erio Carnevali, raffigura un grappolo di uva Lambrusco, alto dodici metri e largo poco più di sei metri.
Gli acini, di diverso diametro e forma, sono 240, tutti in vetro soffiato, prodotti nelle fornaci di Murano da una équipe scelta per capacità e professionalità.
Le foglie, di varie dimensioni, sono in rame per ricordare, in particolare, i colori dell'autunno. In gran parte collocate "naturalmente" sul tralcio superiore del grappolo, alcune di esse assolvono anche alla funzione di protezione dello stesso dagli agenti atmosferici.
Il Grande Grappolo intende valorizzare un vino che è unico al mondo e conosciuto in oltre quaranta Paesi; non vuole però rappresentare solo l'immagine commerciale di questo prodotto ma anche raccontare il lavoro appassionato di tanta gente e la capacità imprenditoriale dei modenesi.

Scultura Oca gigante kimera

Via Formigina and Strada per Cognento. - Modena - MO - 41100

Inaugurata il 4 maggio 2006, la scultura "Kimera" ha le sembianze stilizzate di un'oca giocattolo con le ruote. E' un'opera dell'artista modenese Carlo KimeraCremaschi, collocata nell'aiuola tra via Formigina e strada per Cognento.
Lo scultore ha lavorato su sedici tonnellate di acciaio e ha realizzato un'oca di sei metri di lunghezza per tre metri e mezzo di altezza. Cremaschi vuole in tal modo rendere omaggio al Novecento attraverso un'opera d'arte che si presenta come "un grande giocattolo arrugginito abbandonato da un bambino gigantesco".
"Nelle mie intenzioni - spiega Cremaschi - Kimera racchiude l'emblema del Novecento, il secolo in cui sono nato: la chimera delle utopie, la corsa del sogno, la follia di un secolo fatto di crudeltà e di dolcezza, di intelligenza e brutalità, di potenti illusioni, grandi speranze e rovinose cadute". Leggera e pesante al tempo stesso, l'opera è costruita con tecnologia industriale. "Escluso l'uso di basi o piattaforme - prosegue Cremaschi - l'oggetto poggia direttamente sul suolo a sollecitare contemporaneamente il contatto e la distanza con le persone. Ripensandoci, potrebbe forse rappresentare anche lo spirito dell'automobile, con il suo stare insieme di elegante intelligenza, di simpatica quotidianità, ma anche di fredda stupidità".