Castello dei Pico - inagibile causa terremoto

Castello dei Pico - inagibile causa terremoto

Piazza Costituente - Mirandola - MO - 41037

Telefono: 0535/26254

URL: http://www.castellidimodena.it/page.asp?IDCategoria=287&IDSezione=5853

Il Castello di Mirandola, o Castello dei Pico, domina il lato Sud-est di Piazza Costituente. Probabilmente sorto su una "motta" dove si insediarono uomimi primitivi, trae la sua origine dai tempi longobardi. Solo dopo il Mille viene rafforzato e certamente esiste già nel 1200. Infatti nel 1267 i Modenesi radono al suolo l'oppidum mirandolese. Nel 1306 Francesco Pico lo ricostruisce. Viene poi allargato e potenziato dai vari Signori Pico fino a farlo diventare uno dei Castelli più importanti della Valle padana.

Il Castello fu distrutto in gran parte nel 1714 per lo scoppio di una torre piena di polvere da sparo che fu incendiata da un fulmine durante un temporale; gran parte delle fabbriche restanti furono demolite circa alla fine del Settecento per ordine dei Duchi di Modena, alle dipendenze dei quali era passata Mirandola nel 1709. Al loro posto è la ricostruzione neogotica novecentesca di un torrione, dietro al quale restano, nell'abbandono, alcune parti della Reggia con portico seicentesco e la sontuosa facciata della Galleria Nuova.

Più nulla resta in esso dei dipinti e affreschi del Guercino, Peranda, Romano e Palma, in parte distrutti, in parte finiti a Mantova, qualcuno trasferito nella Pinacoteca civica. Frammenti di affreschi si trovano certamente celati sotto gli intonaci.

La Rocca primitiva si crede sia stata costruita anteriormente al 1100. Nel sec. XIV Giovan Francesco I Pico rafforzò ed estese il primo nucleo di fabbricati, con la costruzione di nuove mura e di torri, e trasformò il Castello in una specie di reggia fortificata, secondo l'uso dei più ambiziosi Signori rinascimentali. Anche Galeotto I Pico e Gianfrancesco II Pico, rispettivamente fratello e nipote di Giovanni Pico, disposero importanti miglioramenti al Castello. Ricordiamo che la fortezza tra le più importanti e temute di Italia tra il 1400 e il 1700, ospitò, tra gli altri, papa Giulio II, Ludovico I, re d'Ungheria, l'imperatore Leopoldo, Aldo Manunzio il Vecchio (precettore di casa Pico, poi divenuto celebre
stampatore), Borso ed Ercole d'Este, Rodolfo Gonzaga e Francesco Stefano di Lorena, granduca di Toscana.

Con i lavori di restauro - terminati nel giugno 2006 - sono state recuperate diverse parti del Castello dei Pico, che consentono di farsi un'idea, incompleta ma assai significativa, della grandiosità e della magnificenza dell'edificio, riconosciuto in tutta Italia ed Europa quale insieme architettonico di grande interesse.

LA GALLERIA NUOVA
Tra gli edifici superstiti occorre segnalare, in primo luogo, la bella facciata della "Galleria Nuova", fatta erigere dal Duca Alessandro II Pico nel 1668, e prospiciente oggi il viale di Circonvallazione. Si tratta di un maestoso e nobile loggiato, chiuso da due corpi laterali sporgenti, profilati a bugnato e caratterizzati al centro da ampie ed armoniche finestre tripartite dette "serliane". La "Galleria Nuova" costituisce la parte del complesso del Castello che ancora oggi si offre alla vista del visitatore destando vivo interesse ed ammirazione, stante l'eleganza e l'imponenza del complesso.

I RESTI DEL PALAZZO DUCALE
Altra parte esterna del Castello di notevole rilievo s'incontra nella facciata che fronteggia il Teatro Nuovo. Si tratta di quanto rimane del "Palazzo Ducale", caratterizzato da un bel porticato che si poggia su dieci colonne in marmo rosa, fatto costruire da Alessandro I Pico. Sotto questo porticato è disposta una porta ad arco profilata a bugnato, attraverso la quale si accede a un cortile interno e alla facciata meridionale della "Galleria Nuova". Ad ovest rispetto a questa s'incontrano i resti di un terrapieno e delle mura, laddove sorgeva il bastione costruito nel Cinquecento a difesa del Castello.

LE PRIGIONI
Sotto il porticato del Palazzo Ducale di Alessandro I è possibile attraversare un'altra porta ed accedere al sotterraneo e piano terra, di età rinascimentale. Scendendo una rampa di scale si accede alla "Sala delle prigioni", dalla spessa muratura. Vicino s'incontrano due ambienti assai spaziosi e contraddistinti da belle architetture con volte a botte e a crociera.

LA SALA DEI CARABINI
Salendo, all'interno di quello che fu il Palazzo Ducale di Alessandro I Pico, va segnalata la vasta, ariosa e maestosa "Sala dei Carabini" sontuosamente e magnificamente decorata del Seicento, spogliata nei secoli successivi ed ancora oggi luminosa ed elegante.