Chiesa di Gesu

Chiesa di Gesu' Redentore

Via Leonardo da Vinci, 270 - Modena - MO - 41126

Telefono: 059/2929228

URL: http://www.gesuredentore.it/index.php/la-chiesa

Orario:

dalle 7.30 alle ore 19.30

La chiesa di Gesù Redentore, inaugurata nel maggio 2008, è stata progettata dall'architetto milanese Mauro Galantino, vincitore del concorso nazionale indetto dalla Conferenza Episcopale Italiana per qualificare l'architettura religiosa. Il progetto, studiato fra il 2001 e il 2005, ha dato vita ad una struttura, esempio dell'espressione minimalista dell'architettura italiana contemporanea, che può oggi offrire alla parrocchia - circa 14.000 abitanti - e alla città la chiesa più grande della diocesi di Modena.

All'esterno l'insieme trasmette una sensazione di bellezza e misticità. Il campanile, insieme al corpo della chiesa e al grande sagrato, crea il luogo della comunità, accogliendo la città, ponendola nello stato dell'interesse e nella percezione degli elementi-soglia architettonici: facciata, nartece, portale, i quali suggeriscono l'accoglienza e l'incontro con Dio, più che la monumentalità. Semplici ma sapienti linee costruttive creano giochi di luce, volumi e livelli, accentuati dal contrasto della pietra naturale con il bianco splendente, che dà prestigio al complesso, grazie all'utilizzo di un tipo di cemento "autopulente", in grado di resistere allo smog e alle intemperie.

L'accostamento di lineari superfici di pietra e facciate trasparenti comunica serenità al visitatore; la luce zenitale e le grandi vetrate consentono l'ingresso di abbondante luce naturale, esaltando le forme geometriche, combinate con materiali naturali selezionati e mobilio essenziale. Una "corona di luce" nella zona perimetrale più alta cinge lo spazio assembleare, lo connette simbolicamente verso il cielo, enfatizzando il valore ascensionale delle pareti fin verso la grande vela del controsoffitto, che smaterializza l'importanza strutturale della copertura.
Ambiti a cielo aperto, visibili solo dall'interno, sorprendono l'occhio: l'orto degli ulivi, che come un abside dilata lo spazio alle spalle dell'altare, e la grande fontana, sul lato opposto, che collega anche simbolicamente il luogo del battesimo alla cappella dove è custodito il tabernacolo.

La disposizione liturgica, frutto di una ricerca che ha recepito la lezione degli architetti moderni e la tradizione antica della chiesa, evidenzia l'assemblea. Questa non è rivolta solo all'altare, come verso un palco, ma una metà all'altra, disponendosi sui lati lunghi di un'ellisse, che ha come fuochi la Parola (ambone basso per la parola biblica, alto per il Vangelo, in una stesura che monumentalizza la Parola e reintroduce l'icona della montagna, ai piedi e sopra la quale si parla) e il Sacrificio (altare: un quadrato di m 4 di lato rialzato di cm 45 con quattro accessi). La comunità eucaristica può essere così soggetto e oggetto della preghiera, suggerendo con ciò l'autorità piena e umile del corpo mistico di Cristo.

La cappella feriale, accessibile dall'aula e dall'esterno, conclude il percorso di accesso e la transizione tra sagrato, portale, fonte, asse della celebrazione (ambone e altare), dando la riserva eucaristica come destino del percorso.
Fanno parte del grande complesso le Opere parrocchiali e la Casa della Carità, quest'ultima segno visibile della Carità nella Parrocchia e destinata a diventare seme di cittadinanza, stimolo in rete con altre iniziative e preparazione ad accogliere i poveri delle future generazioni.

Lo stile semplice, l'uso sapiente della luce, le multiple relazioni spaziali, il design e la struttura, la qualità dei materiali, importante più di ogni forma di decorazione o ornamento, senza concessioni alla comodità o alle evocazioni non necessarie, fanno del complesso di Gesù Redentore un'opera che si presenta con un linguaggio capace di sorprendere, emozionare e catturare il visitatore, oltre che parlare alla ricerca architettonica contemporanea.

Opere d'arte

Nella chiesa di Gesù Redentore è presente un ciclo pittorico dell'artista olandese Bert van Zelm (Amsterdam 1955), le cui opere, in bozzetto, erano parte del progetto dell'architetto Galantino, vincitore del concorso della CEI.

Il ciclo comprende:

  • la Madonna con bambino e i poveri, nell'aula, sulla parete sud, sopra la bassa finestra che lascia vedere l'acqua della fontana esterna;
  • il Crocifisso, nell'aula, sulla parete nord, a sinistra in alto, rispetto alla vetrata alle spalle dell'altare;
  • la Via Charitatis, 14 tavole in vetro serigrafato, collocate sulla parete nord dell'orto degli ulivi, che rappresentano le stazioni della passione secondo il vangelo di Giovanni;
  • la Pietà, un trittico che occupa tutta la parete nord della cappella feriale, a sinistra entrando dall'aula


In un rinnovato stupore per l'Incarnazione, la pittura di van Zelm - che ha fra i suoi riferimenti anche Rembrandt e Caravaggio - propone un divino pittoricamente impregnato di materia, quasi fisicamente presente, un divino meraviglioso e potente proprio perché vicino all'umano, capace di abitarlo e trasformarlo, assumendone anche limiti e inquietudine.