Musei, gallerie

Musa museo dell'assurdo

Via Cavedoni, 14 - Castelvetro di Modena - MO

Telefono: 059/75.88.11

URL: http://www.comune.castelvetro-di-modena.mo.it

Orario:

Il museo è aperto durante manifestazioni ed eventi oppure per gruppi su prenotazione. Per informazioni, prenotazioni ed orari contattare il Punto di Informazione Turistica - Castelvetrovita Tel. +39 059 758880 - Fax +39 059 758885 E-mail pit@comune.castelvetro-di-modena.mo.it

Nel 2002 nasce la prima raccolta permanente d'arte contemporanea, con un obiettivo pienamente dichiarato ed un altro leggibile fra le righe.
Il primo è quello di rendere permanente, le esperienze prodotte dal "Mercurdo", manifestazione dedicata all'assurdo che si svolge in Castelvetro da diversi anni, il secondo considera questa nuova presenza museale, un'opportunità per contribuire ed approfondire il dibattito e le proposte sull'arte contemporanea.
La sezione all'aperto è stata realizzata anche grazie ad un rapporto privilegiato instaurato con Istituti d'Arte, Accademie e Circuiti Istituzionali e ospita tra le altre opere "Un tuffo in una goccia" di Rossella Tauro, " E che busto….." di Alessandro Neretti realizzate in collaborazione con l'Istituto Statale per la Ceramica "Gaetano Ballardini di Faenza", l'insegna della biblioteca "Panni stesi" di Sara Bolzani e Nicola Zamboni la rete di delimitazione dello spazio "La lisca" di Pietro Belotti e i cartelli segnaletici di Antonio Sorrentino titolati Poggio Attonito.
Ultima opera ospitata nel giardino adiacente alla biblioteca è il grande busto femminile "Composition of Body" di Ko Jae Chun, arrivato grazie alla collaborazione con il Simposio di scultura di Fanano.

Nel 2004 si è inaugurata la prima sala interna destinata ad ospitare la collezione permanente del Museo. Ad oggi il museo è composto di 3 sezioni interne. Nella prima sala e in quella centrale trovano posto le esposizioni estemporanee:
"Anni Ottanta" e "Poesia Oggetto". La prima sala ci dà l'opportunità di rileggere a distanza di 25 anni le opere di alcuni artisti nati da un movimento che si fregia di una sigla di recupero e di rilancio, venendo intitolato dal critico d'arte Renato Barilli come "Nuovo Futurismo". Gli artisti che in quell'epoca si distinguevano per una matrice neo-Pop facevano riferimento più che altro alla seconda fase del Futurismo, quella più incline all'ornamento, alle icone rituali, alla banale meraviglia della merce quotidiana. Le opere presenti sono di Gianantonio Abate, Ale Guazzetti, Innocente, Marco Lodola, Postal e del trio noto sotto la sigla di Plumcake.

La sala centrale ospita una mostra collettiva curata da Valerio Dehò che testimonia l'esigenza delle neo-avanguardie (dagli anni '50 del novecento in poi) di frantumare le distinzioni accademiche tra le arti, generando delle vere e proprie sculture fatte di parole. Parole in forma di testi a stampa montati su collage o composizioni in cui il rapporto tra la plasticità dell'oggetto e le parole, è fondamentale per definire l'opera d'arte. Così la parola scritta diventa oggetto pur rimanendo fondamentalmente un testo.

La terza sala "Assurdo come gioco Neobarocco" ospita una parte della collezione permanente del Museo, in questa sezione prevale, il gioco dei segni, la ripetizione e lo straniamento accompagnato da un senso del ludico o del gioco intellettuale. Si afferma una tendenza neobarocca come ricerca dell'eccesso o come stupore quasi infantile per un mondo dalle molteplici e coloratissime forme. Un mondo in cui perdersi è facile, quasi fosse il prezzo da pagare per il piacere di vivere l'esperienza dell'arte.
La quarta sala "Assurdo come metafora dell'Esistenza", che ospita altri artisti della collezione permanente del museo, non è al momento visitabile perché in allestimento presso il Castello di Levizzano. Collezione d'arte contemporanea dedicata all'Assurdo in tutte le sue espressioni.