Musei, gallerie

Musei Universitari: Museo di anatomia umana e teatro anatomico, museo di anatomia animale museo scientifico

Via Berengario, 14 c/o Dip. del Museo di Paleobiologia - Modena - MO - 41121

Telefono: 059/2057131-7129

Fax: 059/2057136

URL: http://www.museianatomici.unimore.it/

Orario:

Chiuso al pubblico. Le visite sono consentite solo a studenti o scolaresche, per informazioni contattare il Dipartimento tel. 059/2056973.

Costo: ingresso gratuito

MUSEO DI ANATOMIA UMANA
Nella sua suggestiva esposizione ottocentesca, il Museo si articola in quattro sale, che esibiscono raccolte di straordinario interesse per la storia della didattica e delle discipline anatomiche. In una sala adiacente è esposta una serie di modelli in terracotta dipinta rappresentanti lo spaccato del bacino femminile, con le diverse fasi della gravidanza e del parto, eseguiti a Bologna da Giovan Battista Manfredini fra il 1773 e il '76, probabilmente sotto la direzione del noto ostetrico Giovanni Antonio Galli. Notevole è la collezione etnografico-antropologica, la prima in Italia, che il Museo acquisì fra il 1841 e il '71, assieme ai bellissimi modelli in cera, eseguiti dal plasticatore modenese Remigio Lei.

TEATRO ANATOMICO
Il teatro anatomico vero e proprio, costruito in legno entro la fabbrica in muratura, fu ideato dallo stesso Scarpa ad ispirazione di quello che era già presente a Padova, di cui si fece inviare un modellino in legno. L'arena era costituita da cinque ordini di sedili.Nel museo è anche collocato il tavolo sul quale Scarpa faceva le dimostrazioni agli studenti mediante la dissezione dei cadaveri (II sala). Nel 1815, sotto il regno di Francesco IV, iniziarono i lavori per la costruzione del Museo, ultimata nel 1853, come ricorda la lapide posta al di sopra della porta d'ingresso. Esso fu aperto al pubblico nel 1854 in occasione della triennale esposizione delle Belle Arti. Da tale anno la planimetria del Museo è rimasta invariata, infatti ancora oggi è costituito dalle quattro sale intercomunicanti che furono aperte al pubblico nel 1854. Negli anni successivi all'inaugurazione aumentò notevolmente il numero dei preparati esposti, per merito soprattutto di due anatomici, Paolo Gaddi e Giuseppe Sperino, che furono direttori dell'istituto di Anatomia rispettivamente dal 1840 al 1873 e dal 1898 al 1926. Dopo il 1926 pochi furono i pezzi aggiunti e questo è dovuto al fatto che la ricerca in campo anatomico, fino a quel momento rivolta soprattutto all'anatomia macroscopica, diventa essenzialmente una ricerca microscopica.

SALA DEI VERTERBRATI
Vi sono esposti esemplari e modelli che illustrano lo sviluppo embrionale e l'evoluzione dell'apparato scheletrico; sono conservati anche vertebrati imbalsamati.
Gli anatomici modenesi del secolo XIX e XX condussero molti studi sugli animali più vicini all'Uomo e di questi studi sono espressione molti reperti esposti in una Sala appositamente dedicata all'anatomia degli animali, prevalentemente mammiferi domestici. A questi si aggiungono alcune delle migliori elaborazioni didattiche presentate alle prove di esame dai Perfezionandi in Didattica delle Scienze Naturali, oltre che recenti acquisizioni modellistiche o naturali.



LA COLLEZIONE FRANCHINI
La collezione Franchini consta di un insieme di oggetto museali di interesse pasassitologico, zoologico, etnologico e medico, raccolti dal Prof. Giuseppe Franchini (1879-1938) nel corso della sua carriera di medico tropicalista.
La collezione,riveste particolare importanza sia per la sua composizione che per le relazioni che essa ha con la nostra storia coloniale e con la storia dell'Ateneo Modenese.
La collezione attuale prevede tre sezioni: Medicina Indigena, Patologia Tropicale e Zoologia.
In particolare, la sezione zoologica include numerose specie animali (circa 400) tra vertebrati ed invertebrati. Tra i vertebrati, sono presenti numerosi campioni di rettili (di cui una parte è data da rettili velenosi), mentre tra gli invertebrati il phylum più rappresentato è sicuramente quello degli insetti seguito dagli Aracnidi.

La collezione Franchini ha un indubbio valore culturale non solo come documento storico attestante l'attività di ricerca svolta dalla scuola modenese di Medicina Tropicale, ma anche una grande valenza culturale attuale in funzione del fatto che i cambiamenti climatici e l'aumento del tasso di immigrazione verso l'Europa stanno portando ad una recrudescenza di malattie che si credevano debellate e alla diffusione verso l'Europa di malattie considerate tipicamente tropicali.