Palazzo Montecuccoli

Palazzo Montecuccoli

via Emilia Centro, 283 - sede Fondazione Cassa di Risparmio di Modena - Modena - MO - 41100

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URL: http://www.fondazione-crmo.it/

Nel tratto della via Emilia compreso tra via Malatesta (un tempo contrada Mallore) e via Carteria (un tempo contrada Carderia), dove ora sorge il palazzo Montecuccoli degli Erri, sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, si innalzava l'antica chiesa di San Biagio.
La menzione più antica della chiesa risale al 1189; fu distrutta all'inizio del XVI secolo e nello stesso secolo fu poi ricostruita: la facciata era su via Malatesta e l'abside con campanile o torre in via Carteria. Nell'ambito del progetto di sistemazione del tracciato della via Emilia, voluto da Francesco III, tra le altre costruzioni fu abbattuta nel 1775 anche la chiesa di San Biagio, come si legge nelle cronache del tempo: fin dal 1768 la parrocchia di San Biagio era stata soppressa e trasferita nella chiesa dei Carmelitani, oggi San Biagio del Carmine. Sull'area della chiesa e della canonica fu costruito, con un progetto di Raimondo Cavazzuti, il palazzo dei Conti Munarini, che divenne successivamente di proprietà della famiglia Montecuccoli degli Erri.
Considerevoli interventi progettati e diretti nell'ultimo decennio del secolo scorso dall'ingegner Vincenzo Maestri per conto del marchese Giuseppe Montecuccoli degli Erri conferirono al palazzo, derivato dall'unione di più edifici, l'aspetto che ha tuttora.
All'interno uno degli interventi più significativi riguarda lo scalone: all'esterno furono completamente risistemate non solo la facciata sulla via Emilia ma anche quelle sulle vie Malatesta e Carteria. Le sale interne del piano nobile sono decorate con affreschi e stucchi di buona qualità.
Particolare attenzione meritano gli affreschi del salone d'onore: in un riquadro al centro del soffitto a volta è raffigurato Apollo che guida il carro del Sole circondato dalle Ore e preceduto dall'Aurora, avvicinabile all'affresco dipinto da Guido Reni nel Casino Rospigliosi Pallavicini di Roma. Attorno a questo altri quattro riquadri raffigurano scene della vita di Bacco: L'infanzia di Bacco a est, L'incontro di Bacco e Arianna nell'isola di Nasso a nord, Un sileno ebbro su un asino a ovest e il Trionfo di Bacco a sud. Gli affreschi paiono ispirati a quelli seicenteschi, opera di Giovanni
Boulanger, della Galleria di Bacco del Palazzo Ducale di Sassuolo. Nel Salone è riconoscibile l'intervento di artista neoclassico del primo Ottocento, con tutta probabilità Giuseppe Zoni, di cui sono documentate opere di riqualificazione pittorica nel palazzo del marchese Giuseppe Carandini in via dei Servi. Gli affreschi sulle pareti, in particolare i tondi e le mandorle, costituiti da ghirlande di fiori trattenuti da putti e arpie, in cui sono raffigurati un sileno e una menade con doppio flauto affrontati ai lati della finestra a est, due menadi con crotali affrontate ai lati della finestra a nord, il Trionfo di Arianna nella parete sud e un sileno e un satiro nella parete sud, sarebbero invece opera del carpigiano Fermo Forti, a cui con tutta probabilità si devono interventi di ridipintura del salone, da lui stesso ricordati nelle sue memorie autobiografiche, realizzati alla fine del secolo e contemporanei ai lavori di ristrutturazione dell'edificio progettati e diretti da Vincenzo Maestri.