Itinerari storici, culturali

Arte e storia a Savignano

Savignano sul Panaro - MO

ACCESSIBILITA'
In auto: da Modena prendere tangenziale direzione Vignola, quindi imboccare la S.S. 623 del Passo Brasa detta Vignolese; superato il paese di Vignola imboccare la S.S. 569 e percorrerla tutta fino a Savignano sul Panaro.
In treno: dalla stazione di Modena prendere autobus urbano n.7 in direzione centro, quindi dalla Stazione delle Autocorriere prendere autobus extraurbano direzione Savignano.

Posto tra la collina e l'alta pianura sulla destra del Panaro, preziosi ritrovamenti archeologici testimoniano che queste terre furono abitate fin da epoche remote. Oggi conta circa ottomila abitanti e gran parte del territorio è coltivato a frutteti (ciliegi, susini, albicocchi, meli, peri) e vigneti Doc (trebbiano, pinot, montuni, albana, lambrusco grasparossa, barbera).
Attiva è anche la piccola industria, l'artigianato e il terziario.
La cucina locale è ricca e varia perchè prende ispirazione dalle tradizioni bolognese e modenese da una parte, e da quelle di montagna e di pianura dall'altra.
Si possono quindi gustare prodotti montanari come i "borlenghi" e le "crescentine", insieme ai "modenesi" Aceto balsamico e nocino, e altri di provenienza bolognese, come le paste fresche e ripiene.
Di interesse storico-architettonico è l'antico borgo medievale di Savignano Alto e tra i numerosi reperti archeologici ritrovati nel territorio, da menzionare è lo scheletro dell'elefante pliocenico (visibile al Centro covocp) e la statuetta della "Venere" risalente al paleolitico superiore.

Centro storico
Noto come Savignano Alto o Castello, l'antico borgo è ancora visibile con il suo antico impianto urbanistico medievale.
Vi si accede da piazza Zanantoni, sviluppata su due piani, il più alto dei quali è circondato da un muro.
L'oratorio, restaurato di recente, fu costruito nel 1631, a seguito della scampata peste del periodo manzoniano.
L'ingresso al Castello è da via Crespellani. Le prime notizie su di esso risalgono all'anno 898. epoca della giurisdizione dei Vescovi di Modena.
Il marchese Bonifacio di Toscana lo lasciò in eredità alla figlia Matilde di Canossa e alla morte di quest'ultima, nel 1115, Savignano fu contesa da modenesi e bolognesi.
Passò poi sotto il dominio degli Estensi che nel 1408 ne fecero dono a Uguccione della Signoria dei Contrari.
Dal 1577 al 1796 passò poi alla famiglia Boncompagni. Nel 1861 Savignano diventò uno dei Comuni del Regno d'Italia.
Il torrione del Castello che sovrasta il primo voltone era un tempo dotato di ponte levatoio.
Proseguendo si incontra la grande struttura della casa del Capitano, con tracce di affreschi e uno stemma della signoria dei Contrari.
Una scala in mattoni porta alla chiesa parrocchiale dell'Assunta, ricostruita nel 1894 sul luogo dell'antico medievale dell'XI secolo.
La Casa di Matilde, fabbricato ricostruito dove si dice che vi soggiornasse la contessa di Casnossa, è sita tra le antiche case di via Pallotti.
Al termine degli edifici si erge la Torre del Capellano, visibile solo dall'esterno dell'abitato. Nella parte nuova di Savignano, posta ai piedi del colle del Castello da ricordare è la sede municipale dove è conservato lo scheletro dell'Archidiskodon Gromovi, elefante pliocenico rinvenuto sul greto del Panaro nel 1980.

ITINERARIO NATURALISTICO

Da percorrere è la cosidetta "Via delle Querce". E' un itinerario che permette di scoprire l'alto numero di querce secolari presenti e risalenti nel territorio al settecento.