La scultura in citta

La scultura in citta' tra Ottocento e Novecento

Modena - MO

Tra Ottocento e Novecento, nella scultura cittadina e nei suoi monumenti, a Modena come altrove, è possibile leggere le più importanti vicende cittadine e insieme nazionali: le personalità del Risorgimento e dell’Unità nazionale, il ricordo tragico della prima guerra mondiale, i fatti della Resistenza, della seconda guerra mondiale, le glorie locali.

Presso il pianoterra e lo scalone di Palazzo dei Musei (Largo Sant'Agostino 337) è possibile ammirare alcuni importanti monumenti dedicati a illustri modenesi eseguiti da Giuseppe Gibellini, Silvestro Barberini, Carlo Baraldi e Alfredo Gualdi. E' inoltre visitabile su richiesta la Gipsoteca “Giuseppe Graziosi” che espone sculture, dipinti e incisioni del principale scultore cittadino. Essa inoltre rappresenta il punto di partenza ideale per un itinerario in città alla scoperta delle numerose opere dell'artista presenti nel centro storico come la statua del Redentore (1920) collocata sull'altare del SS. Sacramento del Duomo.

Proseguendo nel vicino Palazzo Comunale si segnalano le sculture della loggia eseguite da Dante Zamboni (1905 – 1980) e Benito Boccolari (1888 – 1964) in cui vengono celebrati i simboli dell'italianità fascista. Al primo piano il Monumento al Sindaco Luigi Albinelli eseguito da Giuseppe Graziosi nel 1907.

Per il vicino Mercato Coperto di via Albinelli, lo scultore modenese realizzò nel 1931 la fontana con la Fanciulla con canestro di frutta, la prima commissione pubblica ottenuta da Graziosi nella città natale per abbellire il nuovo Mercato. Fuori da ogni retorica celebrativa, l'artista ricorre ai temi cari della vita di campagna.

E' di mano dell'artista anche il Putto con oca di Piazza XX Settembre, ora sostituito da una copia in bronzo.

Il percorso prosegue in Largo San Francesco con la Fontana di San Francesco eseguita da Graziosi nel 1938 che scelse di raffigurare il Santo nell'atto umile di recitare il “Cantico delle Creature”. I colombi in bronzo furono aggiunti nel 1948 quando, dopo la morte dell'artista, venne ultimato il basamento. A pochi metri si raggiunge Piazzetta San Giacomo dove si trova un'altra scultura di Graziosi, la “Fontana della Ninfa” del 1926, in origine collocata di fianco al Palazzetto dello Sport.

Si prosegue in Piazzale del Risorgimento con il Monumento a Vittorio Emanuele II, eseguito da Giuseppe Gibellini nel 1890 in onore del primo re d'Italia. Eretto in Piazzale Garibaldi, il monumento fu poi trasferito nel 1934 nell'attuale collocazione. Sul basamento che sorregge la statua del re si trova una figura femminile simboleggiante l'Italia. A pochi passi di distanza il Monumento ai Caduti della Resistenza, eseguito da Veldo Vecchi nel 1950.

Sul viale Martiri della Libertà si affaccia il Monumento ai Caduti modenesi della prima Guerra Mondiale (1926) di Ermenegildo Luppi (1877 – 1937). Realizzato in seguito alla vittoria del concorso indetto nel 1923, il monumento si compone della grande statua della Vittoria e dei quattro gruppi rappresentanti l'Offerta, l'Addio, il Combattente e il Sacrificio. L'opera fu inaugurata nel 1929 alla presenza del Re Vittorio Emanuele III e del Principe Umberto.

Si prosegue con la monumentale “Fontana dei due fiumi”, l'intervento più prestigioso dei Giuseppe Graziosi destinato ad abbellire l'ingresso orientale della città con i bronzi dei fiumi Secchia e Panaro.

Giunti al Tempio Monumentale ai Caduti di guerra di Piazza Natale Bruni si segnalano sulla facciata i simboli degli Evangelisti scolpiti tra il 1923 ed il 1929 da Benito Boccolari, mentre all'interno si trova il medaglione con Ritratto funerario dell'arcivescovo Natale Bruni eseguito nel 1932 circa da Giuseppe Graziosi e collocato sopra al sarcofago che contiene la salma dell'arcivescovo.

Il percorso prosegue in Piazza Roma dove, sulla balaustra del Palazzo Ducale, Graziosi negli anni '20 eseguì le divinità Venere, Bacco, Cerere e Vulcano su commissione del Ministero della Guerra. Nella vicina via Belle Arti, all'interno della sede storica dell'Istituto d'Arte Venturi, si trova la Galleria delle Statue con la sua ricca collezione di gessi che consentiva agli allievi dell'Accademia il confronto diretto con i modelli dell'antico.

Il percorso può estendersi al Cimitero di San Cataldo, Via San Cataldo che nella parte antica conserva importanti monumenti funerari che consentono di ripercorrere gli sviluppi della scultura modenese tra la fine dell'Ottocento e la prima metà del Novecento. La Cappella Centrale presenta opere di Graziosi, Luppi, Manfredini, Boccolari, Roncaglia. Tra le sculture maggiormente degne di nota si segnalano le tombe Borsari (Lato Nord, Galleria G, Reparto IX) e Giovanardi (Lato Est, Galleria L, Reparto X) di Graziosi, quella Ghisetti di Roncaglia, quella Gozzi di Righini (Lato Est, Galleria L, Reparto XI).

 

 

Data dell'ultimo aggiornamento: 14/04/2016