Itinerari storici, culturali

Modena risorgimentale

Modena - MO

L'itinerario di visita dei luoghi e degli spazi che significarono tappe e momenti storici del Risorgimento nella nostra città si snoda lungo una direttrice che può essere percorsa o partendo da Piazza Roma, per chi arriva in treno, o da Piazzale dello Stadio/Piazza Giovani di Tien an Men, per chi arriva in auto o in pullman. 

Il percorso è di una lunghezza totale di circa Km.3,00 e l'itinerario, se si effettua la visita a Palazzo Ducale, può durare una giornata, con la doverosa pausa del pranzo che il visitatore potrà fare degustando i tipici e rinomati prodotti modenesi, in una delle numerose trattorie, o in ristoranti, bar e fast food che il centro cittadino offre.

Se si ipotizza una partenza da Piazza Roma, il primo luogo di eccezionale interesse storico artistico è il Palazzo Ducale. Al suo interno si segnalano, come particolarmente interessanti e pertinenti, il Museo Storico dell'Accademia, la Sala Colleoni nell'Appartamento di Stato, il Salone d'Onore, nel quale il 20 gennaio 1797, si tenne il Congresso della Repubblica Cispadana che adottò la Costituzione e la bandiera tricolore completando i lavori dell’Assemblea che si erano svolti a Reggio Emilia il 7 gennaio. Imperdibile è il Salottino d'Oro dove si dice che il duca Francesco IV abbia firmato la condanna a morte di Ciro Menotti.

Ritornati su Piazza Roma, si incontra il Monumento a Ciro Menotti, il patriota modenese che fu giustiziato assieme a Vincenzo Borelli, nel 1831. La scultura è realizzata nel 1879 ed è opera dello scultore Cesare Sighinolfi.

Percorrendo Corso Accademia che si trova sulla sinistra del Palazzo Ducale, si arriva in Corso Canalgrande. Lo si attraversa e si imbocca Via San Giovanni del Cantone, quindi, fatti pochi metri sulla destra, a ridosso di un palazzo, si trova la Cappella Cesis, di proprietà privata. Sul tetto di questa cappelletta nella notte del 3 febbraio 1831 Ciro Menotti si calò, nel fallito tentativo di sfuggire alle guardie ducali.

Tornando sui propri passi, si gira a sinistra su Corso Canalgrande. Al civico 90 si trova il palazzo che Ciro Menotti acquistò nel 1818.

Proseguendo su Corso Canalgrande, prima di arrivare in Via Emilia, sulla destra si incontra la Chiesa di San Vincenzo, dove si trova la cappella funebre dei Duchi d'Este. La cappella fu progettata per volere del duca Francesco IV per raccogliervi le spoglie dei Duchi d'Este, fino a quel momento custodite nella Chiesa di Sant'Agostino.

Si prosegue su Corso Canalgrande, quindi si gira a destra sulla Via Emilia e passeggiando lungo il portico del Collegio, si arriva a Palazzo Comunale; al secondo e terzo piano del palazzo fino alla metà dell'Ottocento si trovavano le prigioni dove furono richiusi alcuni dei protagonisti del Risorgimento modenese.

Ritornando sulla Via Emilia e continuando la passeggiata, si arriva in Piazza Sant'Agostino.
Qui si affaccia il Palazzo dei Musei, sede dei Musei Civici e dell'Archivio Storico Comunale che conserva varie raccolte di documenti relative al Risorgimento.

Di fronte al Palazzo dei Musei si trova l'ex Ospedale Sant'Agostino, voluto da Francesco III. Costeggiando quest'edificio, si prosegue in Viale Berengario. Da qui imboccando via Bono da Nonantola e Viale Molza, dopo aver attraversato Viale Monte Kosica, si arriva al Monumento del patibolo, opera dello scultore modenese Carlo Cremaschi, eretto sul luogo in cui probabilmente il patriota Ciro Menotti fu giustiziato.

Tornando sui propri passi, si imbocca a sinistra Viale Monte Kosica, lo si percorre fino a giungere in Piazza Giovani di Tien An Men.

Sulla sinistra si trova ciò che resta dell'antica Cittadella, abbattuta nel primo decennio del XX secolo. Qui Ciro Menotti fu imprigionato.

Per chi arriva in auto, dopo aver lasciato l'auto in Piazza Giovani di Tien An Men, l'itinerario ha inizio proprio dal parcheggio.


CRONOLOGIA ESSENZIALE

1814/1815 Il Congresso di Vienna porta alla Restaurazione dei legittimi monarchi dopo il periodo rivoluzionario e monarchico. A Modena si insedia Francesco IV d'Austria-Este.

1820/1821 I Moti carbonari scoppiano prima in Spagna, poi nel Regno borbonico e in Piemonte, dove Carlo Alberto concede lo Statuto. A Modena il 15 maggio viene ucciso in un attentato il capo della polizia ducale, Giulio Besini, scatenando la repressione che porterà alla condanna a morte di don Giuseppe Andreoli, accusato di far parte di una setta segreta sovversiva.

1830 Luigi Filippo d’Orleans prende il potere in Francia instaurando una “monarchia costituzionale” e accendendo le speranze dei rivoluzionari d'Europa. Ciro Menotti e Enrico Misley preparano un moto insurrezionale e cercano di coinvolgere il duca Francesco IV, facendo leva sulla sua volontà di allargare il Ducato. Il duca inizialmente attirato dalla prospettiva, in seguito si sfila, in quanto la Francia non avrebbe appoggiato nessuna insurrezione.

1831 La notte del 3 febbraio i Dragoni Ducali, comandati dal duca Francesco IV, assaltano la casa di Ciro Menotti mentre dalla Bassa i rivoltosi marciano su Modena. Ciro viene catturato e gli insorti si ritirano. Una seconda insurrezione a Bologna convince il duca a ritirarsi in territorio imperiale, portando con sé Menotti in catene. A Modena viene proclamato il governo provvisorio di Biagio Nardi che dichiara decaduto il duca. Le truppe imperiali soffocano il moto e Francesco IV rientra in città nel marzo del 1831. La maggior parte dei capi della rivolta fuggono da Modena, mentre Misley è al sicuro a Parigi. Ciro Menotti e Vincenzo Borelli vengono processati e giustiziati il 26 maggio 1831.

1832 Presunta congiura di Giuseppe Ricci, guardia ducale. Momento di massima repressione della polizia estense.

1846 Morte del duca Francesco IV, gli succede il figlio Francesco V.

1848 Scoppia la Prima Guerra d’Indipendenza. Francesco V ripara in territorio imperiale e a Modena viene instaurato il governo provvisorio di Giuseppe Malmusi. Il fallimento del moto porta al ritorno del duca. Il 16 novembre Francesco V scampa a un attentato nei pressi di Medolla.

1859 In aprile scoppia la Seconda Guerra di Indipendenza. Francesco V lascia il ducato, per recarsi in esilio nel Castello del Catajo. A Modena prende il potere Luigi Carlo Farini.

1860 Nel marzo i plebisciti sanciscono l’annessione di Modena al Regno di Sardegna. In maggio Re Vittorio Emanuele II visita la città per la prima volta.

1861 Proclamazione del Regno d'Italia e Vittorio Emanuele II ne è il primo Re.

Data dell'ultimo aggiornamento: 10/08/2017