Carpi - Il percorso della Memoria

Istituita nel gennaio 1996, la Fondazione per il recupero e la valorizzazione dell'ex Campo di Concentramento di Fossoli vede la partecipazione del Comune di Carpi e dell'Associazione Amici del Museo Monumento al Deportato. Gli obiettivi perseguiti sono di conservazione, recupero, divulgazione e valorizzazione della memoria storica della deportazione.

L'ex Sinagoga
Un primo luogo di culto ebraico è ricordato nel 1529, ingrandito e abbellito nel 1619 a spese di Leone Angelo Ravenna. Nel 1719 fu istituito il ghetto nell'angusta Via Rovighi e, soltanto nel 1722, su progetto di Giacomo Lucenti, venne eretta la seconda sinagoga (detta sinagoga vecchia) costruita sulla sommità dell'edificio del Portico del Mercato del Grano.
Con la fine della discriminazione religiosa, nel 1858, la comunità ebraica iniziò la costruzione della terza sinagoga, situata all’interno del Palazzo del Portico del Grano, nell'attuale Via Rovighi. Inaugurata nel 1861, rimase aperta al culto fino al 1922 e, di recente ristrutturazione, si conserva nella sua integrità, rispecchiando i canoni di gusto neoclassico con elementi architettonici eclettici. La discreta monumentalità del portale che affaccia sulla strada, rivela un particolare illusionismo prospettico, voluto per l’originale scala di forma concava.

Il Museo Monumento al Deportato
Posto nell’ala sud est del Palazzo dei Pio, il Museo Monumento al Deportato Politico e Razziale, inaugurato nel 1973, è una struttura unica nel suo genere, volta a commemorare le vittime della Deportazione.
Il Museo si sviluppa in 13 sale sobrie ed essenziali, con atmosfera di grande impatto emotivo. La continuità degli spazi è scandita da incisioni alle pareti che riproducono brani tratti dal saggio "Lettere dei condannati a morte della Resistenza Europea". Il percorso presenta inoltre graffiti tratti da idee e incisioni di grandi pittori quali Picasso, Longoni, Léger, Cagli e Guttuso. Lica e Albe Steiner hanno curato la particolare esposizione di significativi reperti e fotografie. L'ultima sala, detta "dei nomi", non a caso a fine percorso, presenta le pareti e le volte incise con i nomi appunto di circa 15.000 cittadini italiani deportati nei lager. All’esterno, 16 monoliti in cemento alti 6 metri portano incisi i nomi di alcuni lager nazisti.

L'ex campo di concentramentoe transito di fossoli
A circa 6 km da Carpi, in località Fossoli, si trova il sito dell'ex campo prima di concentramento, poi di smistamento. Il primo settore, detto Campo Vecchio, fu istituito nel maggio 1942 dal Regio esercito italiano per radunare, fino all'8 settembre 1943, prigionieri di guerra inglesi, sudafricani e neozelandesi che con l'occupazione nazista, vennero tutti trasferiti. Dal dicembre del 1943 al marzo del 1944 la Repubblica Sociale italiana vi collocò il Campo di raccolta speciale per ebrei, dove poi furono internati anche gli oppositori politici.
Da qui le SS deportarono nei lager europei circa 5.000 persone tra prigionieri politici e razziali. Da una stima, tra il gennaio e l'agosto 1944 dalla stazione di Carpi partirono otto convogli. Dei cinque destinati ad Auschwitz, il primo partì il 22 febbraio e trasportò anche Primo Levi, che rievocò la sua breve esperienza a Fossoli nelle prime pagine di Se questo è un uomo e nella poesia Tramonto a Fossoli. Il 2 agosto il campo venne chiuso. Fu da esso che mosse i primi passi la città di Nomadelfia, fondata da Don Zeno, che dava ospitalità a tanti orfani di guerra. Attualmente alcuni spazi accolgono una mostra permanente a testimonianza storico-documentaria del luogo e della memoria della deportazione, è in progetto il recupero del campo.

ComuneCarpi - 41012 (MO)

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