Chiesa di San Francesco

Chiesa di San Francesco

Rua Frati Minori, 19 (angolo Corso Canalchiaro) - Modena - MO - 41121

Telefono: 059/236218

URL: http://www.parrocchiasanfrancesco.net/

Orario:

La chiesa è aperta tutti i giorni dal lunedì alla domenica dalle 7.00 alle 12.00 e dalle 17.00 alle 19.00. Sante Messe: dal lunedì al sabato ore 7.30 e ore 18.30; domenica e festivi: ore 7.30, ore 10.00, ore 11.15, ore 18.30; Messe prefestive: ore 18.30 e 21.15. Durante le celebrazioni religiose non sono consentite le visite turistiche. Per informazioni si invita a telefonare al numero 059/236218, o a scrivere una mail a: info@parrocchiasanfrancesco.net

Proprietà: Parrocchia di San Francesco

La chiesa nasce per volontà dell’Ordine dei Frati Minori di San Francesco d’Assisi attestato nel 1221 quando il Santo era ancora in vita e diffusosi in città grazie a Frate Gherardo Boccabadati, discepolo del Santo. In un primo momento vennero realizzati un convento e una chiesa nei pressi di Baggiovara, poi grazie alla donazione di terreni da parte del vescovo Boschetti, nel 1244 convento e chiesa vennero edificati dentro le mura della città di Modena. I lavori si protrassero per molto tempo, ma la chiesa era già coperta nel 1257, anno della morte di Frate Gherardo, che qui venne sepolto. Nel 1296 la chiesa non era ancora ultimata e nei secoli seguenti seguirono numerosi interventi di modifica e la realizzazione di cappelle addossate ai muri esterni. Nel 1442 venne ritrovata lungo la navata destra l'arca di marmo con dentro una cassetta di piombo contenente le ossa di Frate Gherardo, che venne rimossa e collocata sotto l'altare maggiore, dove si trova tuttora. Il terremoto del 1501 arrecò molti danni, ma si attese il 1535 per lavori di ristrutturazione che comportarono alterazioni della struttura antica della chiesa, con la distruzione delle cappelle laterali e l’innalzamento delle volte della navata maggiore. Nel 1774 i Francescani abbandonarono il convento, perchè il duca Francesco III d'Este ridusse il numero degli enti religiosi e delle parrocchie. Con l’arrivo delle truppe napoleoniche nel 1798 la parrocchia fu soppressa e la chiesa, spogliata dei suoi arredi, venne adibita a usi militari, subendo così un rapido degrado. Nel 1807 andò distrutto il Monumento funebre a Francesco e Lionello Beliardi, commissionato da Giacomo Beliardi nel 1528 ad Antonio Begarelli, di cui restano pochi frammenti conservati alla Galleria Estense. Dopo la Restaurazione del 1815, la chiesa venne utilizzata prima come magazzino, poi come caserma, finchè nel 1826 il duca Francesco IV d'Asburgo-Este la fece restaurare a Gusmano Soli riaprendola al culto. Un successivo restauro di Carlo Barbieri negli anni 1886-1888 le conferì l’attuale aspetto neogotico, sulla base di un diffuso gusto romantico dell’epoca.

La facciata in laterizi è scandita verticalmente da pilastri che la separano in tre parti e orizzontalmente da una cornice sottolineata da archetti. Ai lati si aprono quattro finestre ogivali (le due superiori murate). Nella parte centrale si apre un rosone e il portale in pietra reca un dipinto del 1888 di Fermo Forti che raffigura San Francesco che benedice un confratello, che secondo alcuni è il Beato Frate Gherardo Boccabadati.

Oggi della chiesa antica restano l’organo settecentesco, collocato nella controfacciata e il dipinto secentesco San Carlo Borromeo salva un fanciullo dalle acque di Giovanni Nigetti. Delle opere risalenti agli anni della Restaurazione resta l’ancona di Domenico Baroni col San Rocco che benedice un appestato del 1838, la Famiglia della Vergine di Bernardino Rossi e il monumento di Luigi Mainoni raffigurante l’Immacolata che protegge la città dal colera del 1840, che mostra in alto la Vergine circondata da una gloria di angeli tra i santi Geminiano e Omobono, comprotettori della città; sotto l’Arcangelo Michele scaccia il morbo raffigurato come un mostro che fugge calpestando le sue vittime, mentre il popolo modenese è in preghiera; ai lati S. Sebastiano e S. Rocco; sul frontone la Fede, la Speranza e la Carità. Di questo periodo è anche il dipinto San Francesco che riceve le Stimmate di Adeodato Malatesta, collocato nel coro.

All'interno della chiesa si ammira il capolavoro di Antonio Begarelli, la Deposizione, un gruppo di tredici statue realizzate entro il 1531 per la Chiesa francescana degli Osservanti di Santa Cecilia e qui trasferito nel 1829. Sono raffigurati in alto Nicodemo, Giuseppe d’Arimatea, Giovanni Evangelista e un altro compagno, intenti a schiodare Cristo dalla Croce e a calarlo verso terra; in basso la Madonna svenuta con le tre Pie Donne, con S.Giovanni Battista e S. Girolamo alla sinistra e S.Francesco e S.Bonaventura alla destra.

Il campanile cinquecentesco di forma ottagonale presentava in origine una cuspide come copertura.

 

COME ARRIVARE

Zona centro storico a traffico limitato. Da Largo Sant'Agostino si percorre tutta la via Emilia fino all'incrocio con Corso Duomo. Tenendo il lato destro del Corso superare il Duomo, immettersi in Corso Canalchiaro fino a incontrare sulla sinistra la chiesa.