Zocca

Zocca

Paese natale del famoso rocker Vasco Rossi, Zocca si trova a circa 50 chilometri, a 759 metri di altitudine, esattamente a cavallo della cresta che divide la valle del Panaro da quelle di Reno e Samoggia: una posizione eccezionale, che conferisce al paese una particolare “aria fina” che, soprattutto d’estate, è sicuro refrigerio dalla canicola cittadina.

Fondata nel 1465 dal duca e marchese Borso d’Este, prende il nome dalla parola dialettale “zoca” che significa “ciocco” o “ceppo” facendo riferimento alla ceppaia di castagni dove si svolgeva un mercato di origini Trecentesche.

Perchè venirci

Zocca è una vivace località che colpisce per gli eleganti negozi e le numerose iniziative turistiche. Ha due piscine molto ben attrezzate che in estate sono perfette per trascorrere un po’ di tempo all’insegna del divertimento e del relax. Ogni anno, inoltre, questa meta viene presa d’assalto da migliaia di fan che accorrono per visitare i luoghi legati alla vita di Vasco.

Tra i personaggi illustri di Zocca si segnalano, oltre a Vasco Rossi, Giovanni Maria Bononcini, musicista; Mauro Antonio Tesi, pittore, incisore e architetto; Zosimo Marinelli, ingegnere antifascista decorato con la Medaglia d’oro al merito civile alla memoria; Gabriele Adani, giornalista, religioso e saggista; Marco Santagata, scrittore e professore universitario; Giulio Santagata, politico; Maurizio Cheli, astronauta; Massimo Riva, chitarrista e cantautore; Giuliano Pasini, scrittore.

Da non perdere

Il Museo del Castagno e del Borlengo

Nato negli anni 2000, all’interno dell’antico Ospitale di San Giacomo, il Museo del Castagno e del Borlengo si sviluppa su 3 sale che raccontano la storia della castagna e della civiltà ad essa legata attraverso attrezzi e antiche usanze. Si prosegue poi all’esterno nel cuore dei castagneti di monte San Giacomo. Di fronte, invece, è situato il Museo-laboratorio del Borlengo.

Nelle due stanze laterali si trovano gli strumenti per la cura del castagneto e per la lavorazione dei prodotti. Nella sala centrale, invece, una serie di pannelli illustrano i caratteri dell’albero di castagno (tipico della zona), la sua distribuzione nazionale, europea e nel mondo, le malattie e gli innesti. Un angolo della sala, chiamato Fantacastagneto, è utilizzato per ricostruire l’habitat del castagneto e consente ai ragazzi di toccarne con mano le caratteristiche.

Il percorso museale prosegue poi all’esterno dell’Ospitale e si inoltra lungo un sentiero pianeggiante nel cuore dei castagneti di monte San Giacomo. Il sentiero, articolato in 13 tappe, è attrezzato con cartelli informativi che illustrano le fasi della coltivazione del castagno, ripercorrendo le attività da svolgere per la corretta manutenzione e le fasi di vita del frutteto.

L’itinerario esterno si conclude al Bosco delle Betulle. Qui si possono ammirare una serie di specie arboree ed erbacee, anche rare e particolari, tipiche di questa fascia climatica. Il Museo del Castagno collabora attivamente con le scuole, soprattutto in autunno nel periodo della raccolta delle castagne.

Di fronte al Museo del Castagno è situato il Museo-Laboratorio del borlengo collocato in due sale. Una sala è dedicata alla parte espositiva: vecchie padelle per borlenghi, oggetti legati alla cultura e tradizione contadina si alternano a numerosi cartelli esplicativi su dove, come si prepara questo gustoso piatto tradizionale. Nell’altra vi è stato realizzato il laboratorio per insegnare a preparare il borlengo.

La Chiesa parrocchiale del Sacro Cuore di Gesù

Nel pieno centro di Zocca, è impossibile non notarne la maestosa facciata in stile neoromanico.

Il Santuario della Verucchia

Citato già nel ‘400, qui è custodita una tavoletta che raffigura la Madonna col Bambino a cui sono attribuiti numerosi miracoli.

Sulla tavola

Frutti tipici di quest’area sono la castagna e il marrone di Zocca. Anche qui, poi, come in altre zone collinari o della prima montagna, vengono preparati i Borlenghi, pane sottilissimo farcito di “cunza” a base di lardo, rosmarino, parmigiano e aglio. Oltre al Prosciutto di Modena, infine, la cui zona di produzione per disciplinare si trova proprio in queste zone, non mancano sulle tavole locali le altre specialità tipiche modenesi come le paste ripiene, il Parmigiano Reggiano o l’Aceto Balsamico.

Eventi di rilievo

La Sagra della Castagna di Zocca (le domeniche di ottobre)
Durante la Sagra della Castagna numerosi sono gli stand gastronomici che affollano le vie del paese vendendo castagne e marroni di produzione locale o prodotti a base di farina di castagne, come i tradizionali ciacci. In piazza invece ardono i grandi braceri dove cuociono le caldarroste su grandi padelle. A completare il clima di festa vengono organizzati vari spettacoli e un mercatino di oggetti d'altri tempi.

Nei dintorni

Montalbano e Montecorone

Sono due borghi molto suggestivi che hanno conservato intatto il loro fascino antico. Il primo, dominato dalla mole del Monte della Riva, è un fortilizio dai vicoli tortuosi, dove si trova una chiesetta settecentesca con canonica e un campanile del ‘600. Il secondo, ha una struttura medievale con caratteristici edifici in pietra decorati da portali di arenaria e finestre ad arco.

Monteombraro

Frazione più importante del comune di Zocca, Monteombraro è un borgo di grande fascino con tipiche case in sasso. È noto per la sua piscina ben attrezzata e molto frequentata in estate.

Il Parco Regionale dei Sassi di Roccamalatina

Area protetta della regione, il Parco Regionale dei Sassi di Rocca Malatina si estende per 2.300 ettari tra Guiglia, Marano sul Panaro e Zocca. Al suo interno svettano i “Sassi”, speroni rocciosi da cui prende il nome. Nei dintorni di Zocca, all’interno del parco, si trovano il Sasso di Sant'Andrea e Bosco delle Tane. Il primo è una mole rocciosa che domina la piccola valle a sud di Montecorone, il secondo un affascinante bosco in prevalenza di castagni dove all’interno di rocce arenarie si trovano delle grotte.

Percorso Belvedere

È un itinerario escursionistico di circa 48 km che si sviluppa tra Casona di Marano fino a Montese, al Monte Belvedere (1.140 m.).

Quando venirci

La primavera inoltrata e l’estate, per via del clima mite, sono le stagioni migliori per godersi tutto quanto questa vivace località può offrire. L’autunno, invece, è sicuramente il periodo più bello in cui venire per vivere le tradizionali atmosfere legate alla “civiltà della castagna”.