Novi di Modena

Novi di Modena

Situato a nord del capoluogo, Novi di Modena è un tipico paese della bassa pianura modenese. Interessante per chi ama la street art!

Numerosi sono i ritrovamenti archeologici nella zona che confermano l'esistenza di un abitato risalente all’epoca romana. La prima fonte storica che cita il “Castrum Nove” è datata 979. Si tratta di un contratto firmato dal vescovo di Reggio Emilia, sotto la cui diocesi si trovava Novi. Data la sua posizione strategica, al confine fra i territori degli Estensi, dei Pico, dei Gonzaga e dei Pio, nel XIII secolo questo castello assunse l'aspetto di una vera e propria fortezza iniziando a ricoprire un ruolo chiave che in poco tempo lo fece diventare oggetto delle mire espansionistiche di queste potenti famiglie. Dopo un periodo prospero trascorso sotto il dominio dei Pio, Novi nel 1530 passò sotto la signoria degli Estensi e qui rimase fino alla fine del XVIII secolo. Con l’Unità d’Italia, il comune di Novi venne assegnato al circondario di Mirandola e poi nel 1895 a quello di Modena.

Come le altre località della zona, anche Novi è stato colpito in modo grave dal terremoto del maggio 2012. Numerosi sono quindi gli edifici storici e le chiese gravemente danneggiati ed ancora inagibili anche se sono in corso progetti per il recupero completo del patrimonio artistico ed architettonico locale.

Perchè venirci

Se sei un amante della street art, Novi di Modena è una tappa da tenere sicuramente in considerazione. Qui, infatti si trovano affascinanti murales d'artista realizzati nel 2016 e nel 2017 in occasione del Totart Festival nato attorno all’esigenza di produrre fermento culturale, coesione sociale e sostenibilità in uno dei luoghi maggiormente colpiti dal terremoto dell’Emilia-Romagna.

Da non perdere

I Murales d’artista
Diverse sono le opere interessati da segnalare, di seguito ti indichiamo quelle più note:

· Il Murales di Ericailcane e Bastardilla sulle pareti della scuola di musica Luigi Restani

· Il Murales “Astrazione Reversible” di Giorgio Bartocci

· Il Murales di Luca Zamoc ispirato dalla Sala dei Giganti di Giulio Romano e dalle ceramiche di Filippo Tagliolini.

· Il Murales di Basik “St. Luke tuning his own picture according to its diagonal size” sulla parete della scuola di Musicae

Tutti i murales realizzati in occasione del festival sono stati censiti sul portale regionale URBANER. Se vuoi saperne di più consulta la mappa dedicata

Sulla tavola

Oltre ai prodotti tipici del territorio modenese tra i quali l’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP e IGP, il Parmigiano Reggiano DOP, lo Zampone, il Cotechino e i piatti della tradizione, come la pasta fresca all’uovo, in questa zona si produce il Lambrusco Salamino di Santa Croce, un particolare tipo di Lambrusco, parte della famiglia dei Lambruschi D.O.P.

Il suo nome deriva all’omonima frazione del comune di Carpi che sembra sia stata in tempi antichi il centro di diffusione di questo vitigno.

Nei dintorni

L’Oasi faunistica Borsari

L’Oasi faunistica Borsari è sede di una delle più grandi garzaie, i nidi degli aironi, dell'Emilia-Romagna. Quest’area, che si estende su una superficie di circa 13 ettari, è composta di zone umide, boschi igrofili e prati umidi popolati di flora e fauna in particolare di uccelli, tra appunto cui l'airone cenerino che, dopo anni di frequentazione dell'area è divenuto stanziale. I periodi più indicati per le visite sono la primavera e l'autunno.

Quando venirci

Per via del clima mite, le stagioni migliori per organizzare un passaggio da queste parti rimangono la primavera e l'autunno.