San Felice sul Panaro

San Felice sul Panaro

San Felice sul Panaro è situato nella bassa pianura modenese in prossimità della riva destra del fiume Panaro, a circa 35 chilometri a nord est di Modena, non lontano da Mirandola e Finale Emilia.

Date le caratteristiche dell’area particolarmente paludosa e selvaggia, nell’antichità si sviluppò qui la cultura terramaricola, villaggi dell’età del bronzo costruiti su palafitte. Fu solo in epoca romana che iniziarono i lavori di bonifica del territorio poi proseguiti nell’VIII secolo dai monaci dell’Abbazia di Nonantola. Il documento che attesta la presenza nella zona di un villaggio fortificato chiamato "Castellum Sancti Felicis" è invece datato 927.

Prima menzione del toponimo di questo comune, dopo l’Unità d’Italia ha aggiunto la specifica “sul Panaro” per distinguerlo dagli altri esistenti. All’epoca dell’invasioni barbariche, poi, si può associare la realizzazione del fortilizio che col passare dei secoli divenne uno splendido castello dotato di cinta muraria e fossato. Data la sua posizione strategica al confine tra Modena e Ferrara, San Felice sul Panaro divenne, durante le continue contese tra Este e Pico, feudo di Matilde di Canossa. Purtroppo, come altre località dell’area, questo luogo è stato gravemente colpito dagli eventi sismici del maggio 2012 e il suo centro storico, con la bellissima Rocca Estense, risulta ancora gravemente danneggiato.

Perchè venirci

Tipico paesino della bassa modenese, nelle vicinanze del fiume, San Felice sul Panaro è una località che nonostante i gravi danni causati dal terremoto, conserva ancora il fascino del borgo antico in cui svetta fiero quello che rimane della sua Rocca. Forse uno dei luoghi più danneggiati dal sisma, insieme a Finale Emilia, San Felice sul Panaro ha mantenuto viva in questi anni la voglia di ricominciare. Solo per questo merita una visita.

Da non perdere

La Rocca Estense

Principale monumento di San Felice, la Rocca Estense è uno splendido esempio di architettura medioevale emiliana a pianta quadrata con quattro torri angolari. Al momento non è possibile visitarne l’interno a causa dei danni che ha riportato nel sisma, ma rimanere ad ammirarla anche solo dall’esterno ti riporterà indietro nel tempo in un affascinante passato di lotte e contese che hanno lasciato il segno.

Sulla tavola

Oltre ai prodotti tipici del territorio modenese tra i quali l’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP e IGP, il Parmigiano Reggiano DOP, i Lambruschi, lo Zampone e il Cotechino e i piatti della tradizione, come la pasta fresca all’uovo, in questa zona si produce ovviamente anche il tipico Salame di San Felice dal profumo invitante e appetitoso e dal caratteristico sapore dolce. Ottenuto da carni suine selezionate provenienti esclusivamente da allevamenti locali, ha un colore rosso rubino intenso e una particolare morbidezza conferitagli dalle carni impastate con vino rosso, rigorosamente Lambrusco. La sua produzione e il suo confezionamento sono realizzati esclusivamente nelle località comprese nei comuni appartenenti alla provincia di Modena di Camposanto, Cavezzo, Concordia sulla Secchia, Finale Emilia, Medolla, Mirandola, San Felice sul Panaro, San Possidonio e San Prospero.

Nei dintorni

In bicicletta

San Felice sul Panaro è attraversato dalla ciclovia Modena – Finale Emilia e come tanti comuni della bassa modenese può disporre di un'articolata rete di piste ciclabili che lo collega alle più importanti città dell'Emilia-Romagna, come Modena e Ferrara. Una caratteristica che nel 2020 gli ha fatto guadagnare il titolo, conferito da FIAB Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta, di Comune Ciclabile.

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Piste Ciclabili: Unione area nord

La Chiesa della Natività della Vergine nella frazione di Rivara

La Chiesa della Natività della Vergine, risalente ai primi decenni del 1600, ha una facciata che richiama elementi dell’architettura classica, suddivisa da quattro semi pilastri, che partono da uno zoccolo posto alla base, collegati tra loro da una cornice al di sotto del timpano. Nel timpano si trova un affresco raffigurante l’Assunzione della Beata Vergine Maria tra angeli eseguita nel 1958 da Giovanni Botti di Domodossola durante i restauri della facciata. Sulla destra della chiesa ma staccata da essa, c’è il campanile, alto circa 26 metri, a base quadrata. Dopo anni di restauri a seguito del terremoto del 2012, l’edificio è stato riaperto nel 2019.

Il Giardino Botanico La Pica

Su un terreno di 21000 mq, in località San Biagio in Padule, si trova il Giardino Botanico La Pica, una raccolta di oltre 1000 esemplari diversi di piante provenienti da tutti i continenti e zone climatiche. 81 aiuole disegnano l’area creando una serie di sentieri a spirale che potrai percorrere in una piacevole passeggiata di circa tre chilometri.

Quando venirci

Il clima mite rende la primavera e l’autunno le stagioni migliori per una visita in queste zone.

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