Castello di Spezzano e Museo della ceramica
Tema ARTE E CULTURA

Castello di Spezzano e Museo della ceramica

Il castello di Spezzano, di origine medievale, fu trasformato dalla famiglia dei Pio di Savoia dal 1529 in palazzo nobiliare. Elegante residenza di campagna, destinata ad accogliere piacevolmente gli ospiti, è oggi sede del Museo della ceramica di Fiorano che occupa gli spazi del piano primo e i sotterranei del castello.

Sulla prima collina modenese il castello di Spezzano si sviluppa dall'XI secolo intorno ad una primitiva torre che faceva parte del sistema fortificato di Matilde di Canossa a controllo delle vie fluviali.

Chiamato nel 1225 “Castro Spezani”, il castello medievale fu modificato dal 1529 dalla famiglia Pio di Savoia che lo trasformò in un elegante palazzo nobiliare con corte porticata rinascimentale. Di particolare pregio l'ambiente di rappresentanza affacciato sulla corte e denominato Sala delle Vedute. Affrescata intorno al 1596 da Cesare Baglione, ritrae il feudo di Marco III Pio: un ciclo di 56 castelli e borghi che rappresentano lo Stato di Sassuolo. Al piano nobile una galleria affrescata, affacciata sulla corte interna, illustra le battaglie che ebbero i Pio come protagonisti.

Nell’appartamento privato dei Pio si trovano la Camera degli stemmi matrimoniali e altre sale con soffitti a cassettoni dipinti con stemmi araldici. L’antica Camera della Ragione nei primi anni del Novecento divenne cappella, conserva un altare decorato con paliotto in stucco carpigiano del 1699.

Il castello-villa è circondato da un ottocentesco romantico parco dotato di zona attrezzata per picnic; un percorso ciclo-pedonale dal castello conduce alla Riserva Naturale delle Salse di Nirano. Il castello è sede del Museo della ceramica di Fiorano e ospita nella torre pentagonale l’Acetaia Comunale visitabile su prenotazione.

Cenni storici:

Il castello, probabilmente già presente dal sec. XI, era inserito nel vasto sistema fortificato costituito dai fortilizi di Rocca S. Maria, Fogliano, Nirano, Torre delle Oche, Fiorano.
Nel periodo basso medievale, sotto la signoria dei Da Spezzano dei Da Castello, il castello era costituito da forme funzionali semplici: una prima cinta fortificata, inizialmente in materiale deperibile, il mastio, una o due torri, qualche casa di abitazione, il pozzo e soprattutto granai e magazzini per i raccolti provenienti dai fondi circostanti. L’entrata, posta a nord, avveniva, dopo l’introduzione nel ‘300 del fossato, per mezzo del ponte levatoio.
La struttura fortificata svolse fino al XV secolo la funzione di luogo di difesa e rifugio per la popolazione, dotandosi di elementi costruttivi atti anche per l’avvistamento e per le comunicazioni a vista (torre pentagonale) e riuscendo, soprattutto durante le guerre del ‘300 a resistere ad attacchi ed assedi, quale quello del 1355, durante il quale le truppe estensi non riuscirono ad espugnarlo e a prenderlo alla famiglia Visconti che ne deteneva il dominio.

Nel 1395 il marchese Alberto d’Este concesse in feudo il castello a Marco Pio, signore di Carpi. Nei primi anni del ‘500 Alessandro Pio di Savoia riorganizzò lo Stato di Sassuolo, stabilendo nel castello di Spezzano una delle cinque sedi podestarili. Con la signoria dei Pio di Savoia, il castello iniziò a configurarsi come residenza del signore e centro politico, amministrativo e giuridico, perdendo le caratteristiche del fortilizio medioevale

Durante i lavori di restauro, è tornata alla luce a piano terra dell’ala ovest, nell'ultima sala, un soffitto ligneo decorato con formelle policrome, recanti stemmi araldici (Pio e Bentivoglio), la sigla di Enea Pio e la data 1531, che può considerarsi il termine della prima fase di costruzione del palazzo, che include anche, al primo piano del castello, la Galleria delle battaglie e il suo ciclo pittorico e, nell'appartamento Vecchio, detto di Clelia e Marco, la camera con gli stemmi matrimoniali.

La seconda fase, destinata a completare i fronti occidentale e settentrionale e maggiormente indirizzata verso interventi a carattere decorativo, riprese dal 1587, quando Marco III Pio, ottenne lo stato di Sassuolo. Di questi interventi restano al piano nobile gli architravi dipinti e la straordinaria Sala delle vedute a piano terra.

Sul finire del Cinquecento, Marco III Pio (1567-1599), fa dipingere, presumibilmente tra il 1595 e il 1596, nella sala maggiore del castello di Spezzano, il ritratto dei luoghi salienti del proprio dominio: una sequenza di ben 56 vedute che arriva a proporre gli angoli più minuti del suo feudo, composto dai possedimenti modenesi e da quelli in Sabina, ricevuti, nel 1595, come debito dotale della moglie Clelia Farnese, sposata a Palazzo Farnese a Caprarola (Viterbo), il 2 agosto 1587.

La grande sala viene così decorata da Cesare Baglione, con un ciclo pittorico finalizzato a celebrare la potenza dei Pio di Savoia attraverso la rappresentazione di castelli, paesi e borgate, dalla pianura alla montagna, appartenenti allo Stato dei Pio, suddiviso in cinque podesterie: Sassuolo, Spezzano, Formigine, Brandola, e Soliera.

Il ciclo di affreschi, a carattere geo iconografico e paesistico, si concludeva nella volta della sala con la raffigurazione di una donna incoronata, personificazione della Pietas, recante lo scudo inquartato dei Pio e il motto "Pia Soboles", la dinastia Pia.

I consistenti restauri, effettuati a metà Ottocento, portarono alla soppressione delle pitture della volta, alla cancellazione anche dello scudo dei Pio, che ancora si intravede sotto la raffigurazione di Spezzano risalente a quell’epoca. Nella Galleria delle Battaglie, al piano nobile del Castello, sono dipinte epiche imprese che ebbero come protagonista (dal 1509 al 1512) Alfonso I d'Este, duca di Ferrara, Modena e Reggio. Mentre intorno al 1735 il marchese Luigi Coccapani provvedeva al primo restauro degli affreschi nella sala delle Vedute, il ciclo pittorico della galleria, invece, veniva (o forse lo era già nel periodo precedente) completamente cancellato.

La loro riscoperta avvenne in seguito all’intervento di disvelamento e restauro terminato nel 1992.

La torre pentagonale posta nell’angolo sud/est, entro la cinta muraria del castello, conserva nei piani bassi le suggestive prigioni con incisioni e graffiti dei carcerati, nel secondo e terzo piano ospita l’Acetaia Comunale costituita da tre batterie di Aceto Balsamico Tradizionale e completa di pannelli didattici e arredo originale. Morto Marco Pio di Savoia nel 1599 e dopo un breve periodo di governo diretto dagli Estensi, nel 1629 il feudo e castello di Spezzano passò al marchese Guido Coccapani, la cui famiglia ne mantenne il dominio fino al 1796.

Durante questo periodo il castello svolse, oltre alla funzione fondamentale di centro e residenza signorile, anche il ruolo di luogo per le riunioni della Comunità. Nella Camera detta “della Ragione”, il Consiglio si riuniva alla presenza del podestà per eleggere i reggenti ed ufficiali del Comune e per trattare gli affari della comunità spezzanese. All’interno del castello vi era un tribunale o Pretorio, ove sedeva il podestà per amministrare la giustizia e, a fianco, le stanze adibite a residenza del giusdicente. Vi erano, inoltre, le prigioni, in numero di quattro, dislocate nel fondo delle due torri, nel lato meridionale ed all’interno dell’abitazione del podestà.

Negli anni che seguirono l’abolizione del tribunale e la definita soppressione nel 1809 del Comune di Spezzano ed il variare dello stato giuridico del castello sancirono definitivamente la trasformazione dell’edificio in sontuosa villa padronale di campagna. Infatti, nel 1810 il castello di Spezzano ritornò come residenza privata alla famiglia Coccapani Imperiali, la quale soprattutto negli anni compresi tra il 1862 e 1890, eseguì diversi lavori di ampliamento e di restauro all’edificio; il castello venne dotato, tra l’altro, di un nuovo prospetto sul lato meridionale, realizzando il muro di recinzione a carattere castellano con merlatura guelfa ed un consistente nucleo abitativo di servizio, oggi destinato a Ristorante e Casa del custode. Alla famiglia Coccapani Imperiali, il castello di Spezzano rimase fino alla fine dell’Ottocento per passare poi, in linea ereditaria, ai conti Pignatti Morano.
Quindi l’Amministrazione Comunale di Fiorano ha acquistato l’immobile nel 1982, avviando contemporaneamente sia il recupero funzionale che l’indagine storico - conoscitiva del castello.

Orari di apertura

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Sale per eventi

TIPO DI STRUTTURA
Castello di proprietà comunale
ATTIVITA'
Accoglie esposizioni, mostre, meeting, convegni e concerti organizzati dal Comune.
L'uso del Castello viene concesso in affitto anche a privati, associazioni , società o aziende per organizzare meetings, ricevimenti, banchetti, matrimoni ecc.
SALE

Sala delle Vedute solo ad uso convegno - 99 persone

Sale ala est e giardino pensile per eventi privati, allestimenti, catering - 120 persone

Corte interna per eventi privati, allestimenti, catering - 300 persone

Sale espositive secondo piano, ala ovest: per allestimenti, mostre - 75 persone

Saletta video di Manodopera: per presentazioni prodotti, incontri di lavoro - 20-22 persone
Per informazioni, prenotazioni concessioni, canoni d'affitto e sopralluoghi: tel. +39 0522 532094, info@archeosistemi.it

Come arrivare

In automobile

Autostrada A1. Uscita Modena Sud - direzione Abetone - Maranello. Seguire le indicazioni per Modena, alla rotonda prendere tangenziale Nuova Estense, direzione Maranello - Abetone; proseguire fino a Pozza di Maranello; a Pozza svoltare a dx in direzione Maranello, in centro a Maranello proseguire diritto in direzione Fiorano; mantenendosi sulla strada statale, alla rotonda prendere a sinistra Via Motta, seguire le indicazioni turistiche per Castello di Spezzano, via Nirano e poi via del Castello n. 12. Autostrada A1. Uscita Modena Nord; Tangenziale Modena - Sassuolo fino al termine (uscita 31), poi direzione Maranello e Riserva Salse di Nirano.

In treno e autobus

Stazione di Modena (www.trenitalia.com). La stazione ferroviaria di Modena è collegata con autobus a Spezzano paese (Tper linea Modena - Sassuolo). Tratta Modena - Maranello - Sassuolo. Per informazioni contattare SETA tel. 840 000 216 (www.setaweb.it) Servizio Radiotaxi H24 tel. +39 059 212100