Montefiorino

Montefiorino

A circa 56 chilometri di guida da Modena, incastonato in uno scenario naturale di notevole bellezza su cui dominano le cime del Monte Cimone e del Monte Cusna, sorge Montefiorino, il principale abitato dell'Alta valle del Secchia. La sua imponente rocca lo caratterizza oggi come nel suo glorioso passato.

Il primo nucleo difensivo fu costituito dal torrione costruito intorno al 1170 da Bernardo Montecuccoli, feudatario dell’Abate di Frassinoro.

Fra il 1235 e il 1247 la fortezza si completò di altre due torri e una cerchia di mura. A partire dal 1280, infine, inizio a formarsi il borgo. Passato di mano in mano tra i Modenesi, monaci benedettini e i Montecuccoli, nel 1426, dopo una rivolta, il territorio finì sotto il dominio diretto degli Este, signori di Ferrara. Nella Seconda Guerra Mondiale, Montefiorino ha dato i natali alla prima repubblica partigiana d'Italia. Oggi, le memorie di quel valoroso periodo sono custodite e celebrate nel Museo della Repubblica Partigiana.

Perchè venirci

Montefiorno è una località dal passato affascinante ed è quindi una destinazione perfetta per gli amanti di storia e cultura. Al centro della visita c’è sicuramente la massiccia rocca, che oggi ospita al suo interno il Museo della Repubblica Partigiana.

Da non perdere

La Rocca di Montefiorino

L’imponente fortezza situata su un colle sovrastante le valli dei torrenti Dolo e Dragone, in un punto strategico dell'antica via Bibulca (collegamento tra Modena e la Toscana), in passato fu il solido baluardo dei Montecuccoli. Oggi ospita il Museo della Repubblica Partigiana dedicato alla "Repubblica di Montefiorino".

Il Museo della Repubblica Partigiana di Montefiorino

Allestito nella rocca, il Museo della Repubblica Partigiana è una delle esposizioni italiane più importanti sulla Resistenza. Attraverso numerosi reperti del tempo come armi, divise, documenti e oggetti d'uso quotidiano, e le voci dei protagonisti il cui racconto è accessibile grazie ad alcune proiezioni viene documenta la vicenda della Repubblica di Montefiorino, esistita dal 18 giugno al 2 agosto de 1944.

La Pieve romanica di Rubbiano

Fra le pievi più antiche del territorio modenese, La Pieve romanica di Rubbiano è uno degli esempi più importanti dell'architettura romanica della nostra provincia. Sorta probabilmente nella metà del VII secolo sulla via Bibulca, era dotata di un ospizio per i pellegrini e nel tempo ha subito diversi restauri.

Sulla tavola

Caratteristico di questa zona è il Tartufo Valli Dolo e Dragone un prodotto della terra conosciuto dai tempi più antichi e particolarmente pregiato per il suo sapore e profumo.

Eventi di rilievo

La Mostra mercato del Tartufo Modenese (fine ottobre)

La Mostra mercato del Tartufo Modenese si svolge in due weekend a cavallo tra ottobre e novembre ed è dedicata alla specialità del luogo: il Tartufo Modenese. Ad animare queste giornate di festa ci sono stand gastronomici, mercatini, animazioni e spettacoli.

Nei dintorni

La Chiesa Sant’Andrea Apostolo di Vitriola

La Chiesa Sant’Andrea Apostolo a Vitriola si ritiene far parte delle cento chiese fatte erigere dalla Contessa Matilde di Canossa e da sua madre, nell’XI secolo.

Le Case torri

Nei dintorni di Vitriola sorgono alcuni borghi di grande interesse composti da antichissime case-torri e case-forti, degli edifici in pietra, alti anche oltre quindici metri, la cui particolare struttura nasce per necessità di difesa da attacchi nemici o da incursioni di animali selvatici che abitavano la vallata.

La Centrale elettrica di Farneta e museo dell’energia

La Centrale elettrica di Farneta è stata costruita nel 1928 ed oggi è ancora attiva. Situata a 3 chilometri da Ponte Dolo, per il suo funzionamento usa le acque dei bacini dei due torrenti Dolo e Dragone. In una grande sala decorata, è possibile visitare l’esposizione permanente degli impianti originari, oltre ad uno dei quattro gruppi di generatori turbina-alternatore, i quadri di comando e di controllo e le varie attrezzature.

Via Bibulca

La via Bibulca è l’antico tracciato romano che iniziava dalla confluenza dei torrenti Dolo e Dragone e portava dalla valle del Secchia al Passo delle Radici. Nel Medioevo divenne fondamentale per passare dall’Emilia alla Toscana ed era accessibile da due buoi affiancati e quindi dai carri. Ancor oggi se ne possono percorrere alcuni tratti nei comuni di Montefiorino e di Frassinoro.

Quando venirci

La primavera inoltrata, l’estate o le calde giornate autunnali sono certamente le stagioni migliori per programmare la tua visita da queste parti.

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